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2013

Palermo, Sampdoria e la resa dei conti

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Tra Palermo e Sampdoria, negli ultimi anni, ci sono sempre state delle storie interessanti, per fortuna tutte legate al campo, alle sfide e ai diversi obiettivi da raggiungere, che hanno contraddistinto in maniera decisiva le sorti di una delle due squadre, e in alcuni casi di entrambe: c’è chi ha pianto di gioia, chi lo ha fatto per disperazione, e chi ha goduto delle sfortune altrui con una sorta di vendetta sportiva.

Tutto ha inizio nel gennaio del 2009, quando in casa blucerchiata esordirà un certo Giampaolo Pazzini (un nome che ci tornerà utile nel corso di questa storia) ma a gioire saranno i rosanero, allora guidato da un guascone romagnolo come Davide Ballardini: la partita la decide un compagno di pelata del mister ospite, ovvero Mark Bresciano con una bella doppietta a cavallo tra le due frazioni di gioco, il quale convince la dirigenza di viale del Fante di aver fatto la scelta giusta, decidendo di rinunciare all’acquisto dello stesso Pazzini, conteso al club del Marinaio con la pipa fino a pochissimi giorni prima della sfida di Marassi, per continuare a puntare sulla coppia d’attacco composta da un Cavani ancora non del tutto maturo, e da un Miccoli che assumeva sempre più le sembianze di leader, tanto dello spogliatoio quanto delle azioni offensive palermitane.

Andiamo avanti di un anno, andiamo al 2010 ma restiamo sempre nel primo mese dell’anno: ancora quel gennaio dedicato al mercato, ma che vede Sampdoria e Palermo bloccate su questo fronte, visto che Delneri e Rossi appaiono estremamente soddisfatti delle rispettive rose a disposizione, anche se poco prima del gong i blucerchiati metteranno le mani su un certo Marco Storari (altro personaggio che tornerà utile nel corso del racconto). Le due squadre si trovano nuovamente di fronte al ‘Ferraris’, e sta volta ne viene fuori un pareggio per 1-1, deciso in un giro di lancette: apre Cavani con un colpo di testa che beffa un Castellazzi uscito male, chiude Cassano con una giocata delle sue, anche se è Sirigu il protagonista indiscusso della ripresa, con una serie di parate che evitano il ko ai rosanero.
Palermo e Sampdoria si ritroveranno quattro mesi dopo, a campi invertiti e con un obiettivo comune nella testa e nelle gambe: sconfiggere l’avversario per volare sui cieli d’Europa, a caccia di una qualificazione per la fase a gironi di Champions League. In un pomeriggio stranamente torrido, per essere appena a metà maggio, ma reso ancor più infuocato per la passione che il pubblico del ‘Barbera’ infonde in favore della propria squadra, ne viene fuori un altro pareggio, che consentirà ai blucerchiati di resistere all’assalto dei padroni di casa e di mantenere quel quarto posto, che sarà tale anche al termine dei 90 minuti successivi e che porterà la banda-Delneri ai preliminari del massimo torneo continentale. Il Palermo attacca a testa basse, impegna a più riprese Storari (eccolo che lo ritroviamo) e sfiora più volte il gol, ma a passare in vantaggio sono i blucerchiati con un rigore, procurato da Mannini e trasformato da Pazzini (eccolo che lo ritroviamo – bis); il vantaggio ospite non dura poi tanto, visto che nell’altra area di rigore arriva un fischio da penalty per un fallaccio subito da Miccoli, il quale trasformerà dagli undici metri ma a fine partita riceverà la notizia di un bruttissimo infortunio al ginocchio. Storari è ancora protagonista con un paio di parate salva-risultato, poi Budan si mangia il gol da Champions e i blucerchiati tirano un sospiro di sollievo, che diventerà urlo di gioia una settimana dopo, con la vittoria di misura contro il Napoli.

Questa sarà una ferita che a Palermo resterà aperta per un altro anno, quando con uno scacco in due mosse i rosanero contribuiranno in maniera decisiva alla clamorosa retrocessione della Samp nell’inferno della B: sempre a gennaio, ma nel 2011, ci pensano i gol messi a segno da Miccoli, Migliaccio e Maccarone a far godere il pubblico del ‘Barbera’, che per tante settimane ha atteso il remake di questa sfida, mentre a maggio è quasi tragedia al ‘Ferraris’.
La Sampdoria gioca per ottenere punti salvezza, il Palermo sembra essere arrivato in gita, avendo la testa alla finale di Coppa Italia: in vantaggio ci vanno i rosanero con una fuga da gol del solito Miccoli, forse l’unico veramente motivato in casa rosanero; nella ripresa segna Biabiany, commettendo un fallo su Benussi in uscita, che però non viene ravvisato, ma a pochi minuti dalla fine, con i doriani stremati e incapaci di passare in vantaggio, ci pensa Pinilla a calare la ghigliottina sui sogni di salvezza del Marinaio.

A due anni di distanza, si ripete la stessa scena, seppur a parti invertite: Sampdoria ormai tranquilla dopo aver tribolato nelle prime settimane di campionato, Palermo pienamente nei guai ma rigenerato dopo la vittoria pre-pasquale sulla Roma. Sarà la resa dei conti, il destino rosanero è quasi tutto nelle mani dei blucerchiati. E se questi ultimi pensassero a dare un dispiacere ai rivali cittadini, potrebbe non esserci la tanto attesa vendetta…

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