Il processo di Biscardi, Calciopoli e Luciano Moggi

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Si è spento Aldo Biscardi, noto conduttore tv e protagonista dello storico Processo del Lunedì. Una carriera luminosa, macchiata dal coinvolgimento in Calciopoli: una vicenda che lo ha indotto a lasciare l’Ordine dei Giornalisti

Se ne è andato uno dei volti storici del giornalismo calcistico: Aldo Biscardi si è spento all’età di 87 anni. Protagonista del Processo del Lunedì, nato nel 1980 su Rai 3, e successivamente del Processo di Biscardi, in onda su Tele + e successivamente sulle reti private, il giornalista è stato anche coinvolto in una delle vicende più lesive dell’immagine del calcio: Calciopoli.

Nel maggio del 2006 sono state intercettate comunicazioni telefoniche tra Aldo Biscardi e Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus e principale inquisito di Calciopoli: il dirigente bianconero riferiva al giornalista cosa dire o non dire nel corso della sua trasmissione, oltre a fargli manipolare la moviola. Inoltre, in un’altra intercettazione, Moggi gli rinfacciava di avergli dato un orologio da 40 milioni di lire: una vicenda smentita dallo stesso giornalista, affermando che si trattava di un orologio celebrativo del centenario di fondazione della Juventus.

Un episodio che non ebbe rilevanza penale per Biscardi, sì invece a livello disciplinare: l’Ordine dei giornalisti nel settembre 2006 sospese il conduttore per sei mesi (insieme a Lamberto Sposini e Franco Melli). Una sanzione che il giornalista non accettò: decise infatti di non confermare più l’iscrizione all’albo dei gironalisti nell’ottobre 2006.