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Roma, Fienga: «Mourinho un’intuizione. Su Cristiano Ronaldo e Totti…»

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Guido Fienga, amministratore delegato della Roma, ha fatto il punto della situazione in casa giallorossa: le sue parole

Guido Fienga, amministratore delegato della Roma, ha fatto il punto della situazione in casa giallorossa. Le sue parole raccolte da Retesport.

MOURINHO – «È stata un’intuizione degli azionisti. Quando si è presentata la possibilità lo hanno subito pensato ma sono stati soprattutto bravi a convincerlo. E’ uno degli allenatori più importanti da un punto di vista di incarnare quello che vogliamo, è il numero uno. Sono stati bravi a convincerlo, in pochissimo tempo si è chiuso l’accordo. Ovvero poco prima che venisse annunciato. I Friedkin sono molto intelligenti e imparano alla svelta. Hanno cominciato anche a imparare l’italiano, ma non so quando può esserci una conferenza stampa».

MERCATO – «Di mercato non parlavo prima quando ero responsabile, figuriamoci ora che per fortuna non è così. Una cosa l’abbiamo detta e vogliamo che sia chiara. Abbiamo preso Mourinho perché venga qui e ci insegni a vincere. E’ un percorso, un progetto e bisogna lasciarlo lavorare perché non è una cosa immediata. E  il percorso seguirà i parametri che ci siamo dati. Il mondo del calcio è cambiato, vedi i top club che spendevano cifre inarrivabile per noi e ora non faranno niente. Noi vogliamo creare un progetto vincente e che sia sostenibile. I giocatori li sceglieranno Mourinho, Pinto con la proprietà. Aspettatevi la serietà del progetto più che colpi, che se ci saranno è perché saranno funzionali. Non dobbiamo impressionare nessuno. Cristiano Ronaldo? Non credo».

RAPPORTO FRIEDKIN TIFOSI – «È da tanto che il club dice che il bello di essere della Roma è quello di condividere. In questi ultimi anni non mi sembra che ci sia stata tanta condivisione, senza entrare nel merito. L’essenza del romanismo è la condivisione e questo è mancato. Se non rinasce ci divertiamo tutti meno. Per noi che ci lavoriamo è pesante, ci alimentiamo di negatività e polemiche. Mentre noi ce la mettiamo tutta e la scelta di Mourinho va in questo senso. Non solo lui deve ridare entusiasmo, anche noi stiamo facendo quello che dovrebbe essere fatto. Dobbiamo entusiasmarci, lottare, è lo stesso spirito che vogliamo vedere sugli spalti, poi condividere le gioie e i dolori. Nella condivisione si è sempre distinto il tifo romanista».

STADIO ROMA – «Il progetto che abbiamo seguito come società finora non è più stato ritenuto sostenibile. Per una serie di motivi, figlio anche di un tempo che non c’è più, il Covid ha cambiato le carte in tavola. L’intenzione è costruire uno stadio, e solo uno stadio, con una capienza che sarà ritenuta conveniente, il più possibile vicino ai tifosi. Vicino quindi alle aree in cui i tifosi già sono che non comportino migrazioni di 60mila persone ogni volta e farglielo vivere quotidianamente. Deve essere la casa dei romanisti, quindi devono averlo vicino per viverlo. Ad oggi non siamo ancora riusciti a chiudere la procedura di Tor di Valle, quindi non possiamo dire altro. Le idee ci sono, i criteri sono questi».

RITORNO TOTTI – «Abbiamo un ottimo rapporto con Francesco, per me è affettuoso. Totti sta facendo la sua attività, ha un ottimo rapporto con la Roma e questa proprietà. Sta facendo il suo percorso professionale, che poi se fatto bene a noi non viene male. Sta sviluppando giovani, fa scouting, è un rapporto che funziona. Non c’è la necessità che stia dentro o fuori, e da lui non c’è questo tipo di richiesta. Il rapporto è assolutamente buono, lo è anche con la proprietà e non ci sono avversità derivate da fatti antichi. E’ un rapporto di collaborazione, perché lui fa certe cose per alcuni giocatori che sono anche nelle nostre giovanili. Segue diversi giovani e li sviluppo e a noi va bene così».