Sampdoria, le tre proposte di Giampaolo: «Così si cambia il calcio italiano»

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In casa Sampdoria Giampaolo è un valore aggiunto: le ultime sul tecnico e le sue idee (anche su come rivoluzionale il calcio italiano)

Sampdoria-Lazio può essere lo scontro diretto delle rivelazioni in Serie A, lo ammette anche Marco Giampaolo, tecnico doriano. La partita arriva in un momento propizio per entrambe, al mister blucerchiato la squadra di Inzaghi piace molto perché è l’unica a giocare con sei centrocampisti e una punta, in più ha giocatori che vedono e sentono la porta. Il Doria arriva da una brutta batosta contro il Bologna, ma secondo Giampaolo non ha pagato la vittoria precedente con la Juventus. Ripartirà dalle certezze, come Torreira: «Se fosse alto 1.80 m costerebbe 100 milioni. Andrà in un grande club che non si preoccupa della statura. Grazie a lui e agli altri siamo migliorati, abbiamo fatto un passo avanti». Skriniar, Muriel, Schick e Fernandes sono tutti andati via, in tre giocano la Champions League e Giampaolo è contento. Non si aspettava un inserimento così rapido di Zapata, mentre per il futuro raccomanda Kownacki e Andersen.

Come Giampaolo rivoluziona il calcio italiano

Tanti stranieri sono un danno per la Nazionale? «I giovani italiani stanno troppo bene, gli stranieri hanno una marcia in più. Ma se la Nazionale va male non è colpa degli stranieri. Non siamo in grado di far crescere i ragazzi per una ragione economica, all’estero costano meno». Secondo Giampaolo l’Italia ha sempre vissuto su grandi blocchi, Ventura non ha potuto farlo e il problema non è il ct, perché anche Ancelotti avrà lo stesso gruppo di giocatori da cui poter pescare. I cambiamenti, nell’ottica dell’allenatore della Sampdoria, devono essere tre: «Un protocollo di tipo tecnico e tattico che unisca le Nazionali. Un mese di stage all’anno. Niente più premio di valorizzazione alle squadre di Lega Pro in cui si mandano i giovani in prestito». La qualità della Serie A è migliorata, continua, perché le piccole cercano sempre di più di giocare. Napoli-Juventus mette di fronte il suo amico Sarri contro i campioni d’Italia, squadra che Giampaolo ha battuto. A Il Corriere dello Sport il tecnico abruzzese conclude così: «Nel calcio se si vince e si gioca bene a me piace di più. Per battere la Juve serve una grande partita, in più bisogna aver fortuna negli episodi. I bianconeri a volte mettono il limitatore di velocità, ma a Napoli non sarà così».