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Sconcerti se la prende col Milan: «Accanimento su Montella, perché?»

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Milan, Mario Sconcerti chiede risposte alla società. L’editorialista del Corriere della Sera non affonda il colpo su Vincenzo Montella, ma punta il dito su altri: «Nessuno cerca un colpevole, ma spiegazioni sì»

Milan senza un’identità, senza un’idea di gioco, troppo brutto per essere vero. Eppure ai rossoneri si chiede più bellezza, concretezza: lo scrive stamane Mario Sconcerti nel proprio consueto editoriale sul Corriere della Sera. Il giornalista fiorentino non ci va più tanto pesante contro le colpe dell’allenatore Vincenzo Montella (ormai appeso a un filo. Leggi anche: Milan, ultimatum a Montella: ecco cosa succede), ma affonda contro la società. «Temo sia un Milan semplicemente sbagliato – scrive Sconcerti – . Montella ama giocatori tecnici e ha ragione a priori. Ma, per esempio, un centrocampo con Giacomo Bonaventura (o Hakan Calhanoglu) e Riccardo Montolivo, non ha forza in Serie A, è buono al massimo per un’illusione di gioco. Mancano poi gli attaccanti per forzare le partite». L’unico metro per giudicare la crescita rossonera, scrive ancora Sconcerti, sono i risultati, fin qui latitanti, e proprio da qui dovrebbe partire una seria riflessione del club…

Una riflessione che però non deve riguardare solo la guida tecnica… «Nessuno dice di buttare a mare Montella e l’intera avventura cinese, ma chiedere una riflessione, un rendiconto onesto di questi primi sei mesi è doveroso. Non può parlare sempre e solo Montella, sembra un accanimento oltre che una copertura per le responsabilità degli altri. Qual è la condotta reale della società? A quali domande, quali concetti ha risposto finora e a quali risponderà? Nessuno cerca un colpevole, ma spiegazioni sì…». Domande a cui il Milan può rispondere soltanto per bocca di chi di dirige: «Se si lasciano i chiarimenti agli altri andremo incontro a una catastrofe social che ammalerà di più nella sua libertà impazzita», chiosa Sconcerti. Un j’accuse a Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli?

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