Semplici e l’incrocio con il passato: «La Fiorentina…»

spal semplici
© foto www.imagephotoagency.it

Leonardo Semplici, la Spal e la sfida con il passato viola: «A Firenze ho tanti bei ricordi. La salvezza? Per noi sarebbe come vincere la Champions»

Domenica sarà il momento, quello di incontrare nuovamente il proprio passato, ma da avversario. Leonardo Semplici che cosa è cambiato da quando allenava la Primavera della Fiorentina? «Tantissimo. Credo di essere migliorato, il mio è stato un lungo percorso di crescita destinato a non finire mai. E la Spal mi ha offerto una grandissima occasione». A lungo il tecnico della Spal ha pensato a questa sfida: «Durante tutta l’estate, a livello mentale, mi sono preparato a questa stagione, consapevole di tutte le montagne che avremmo dovuto scalare, del fatto che la mia Spal è la 18° società per budget a disposizione. Ho messo un po’ una corazza addosso, imparando a far scivolare tutto, pure le superstizioni. In questi anni, a Ferrara, sono maturato molto sotto il profilo professionale. E poi, al ritorno… non dovrò parcheggiare di fronte al Franchi. Entrerò direttamente col pullman (ride, ndr)».

SCALATA – Ripensa mai al percorso fatto per arrivare alla Serie A? «Non ho mai dimenticato niente della mia scalata alla vetta, dalle esperienze con i Dilettanti fino alla Lega Pro. La “gavetta” fa bene. Avrei potuto essere l’allenatore della “squadra B” della Fiorentina, poi però la vita mi ha riservato altro». L’avvio di campionato della Spal, neopromossa dopo mezzo secolo, è stato super. «Avevamo paura di non essere all’altezza. La Serie A non è uno scherzo. Io, però, dico che proprio il pareggio con la Lazio alla prima di campionato e la vittoria contro l’Udinese, ci ha in qualche modo disorientato». Che partita si aspetta domenica? «Affrontiamo una squadra sulla carta nettamente più forte di noi, ma in casa siamo abituati a vendere cara la pelle». Semplici si sente più… fiorentino o ferrarese? «Direi la giusta via di mezzo. Le radici non si dimenticano, ma a Ferrara ho trovato una seconda casa».

DURO IMPATTO – In casa sono arrivate le due vittorie arrivate fin qui. «Anche quando abbiamo perso, a Ferrara le grandi hanno comunque sofferto». Semplici racconta il suo obiettivo a “Il Corriere dello Sport: «Partita dopo partita, è quello di costruirci la strada per la salvezza». In qualche circostanza, non le è piaciuto l’atteggiamento della sua squadra? «La Spal è squadra che, con me in panchina, ha metabolizzato molto bene il concetto che per vincere a calcio serve giocare bene. A volte, però, dobbiamo imparare che serve anche il cinismo, che paga di più di buttare il pallone in fallo laterale. Adesso, però, ci siamo messi sulla giusta squadra». Domenica, invece, arriva la Fiorentina. Gli ex, in caso di gol, non esultano. E Semplici? «Io festeggio sempre le vittorie». Stapperà una bottiglia particolare per un risultato positivo? «No, quella la riservo per la fine della stagione».

RICORDI VIOLA – Nei suoi anni alla guida della Primavera della Fiorentina, uno dei trofei vinti dal settore giovanile è arrivato con lei in panchina. «Abbiamo vinto la Supercoppa italiana e non fosse stato per la girandola dei rigori forse ci saremmo giocati anche uno scudetto». Molti giocatori che lei ha allenato oggi sono in pianta stabile tra A e B. «Era una squadra molto valida. Negli anni ho avuto Bernardeschi, Babacar, Bittante, Agyei, Lezzerini, Salifu, Campanharo. Ma rischio di dimenticarne moltissimi. Chiesa l’ho chiesto due anni fa in prestito, ma non se ne fece di niente. La Fiorentina aveva già deciso di puntarci molto forte. Stesso discorso per il centravanti senegalese». Semplici incorona il 25 viola: «Federico è solo all’inizio, potrà essere protagonista di una carriera straordinaria. Ha dalla sua doti tecniche non indifferenti e il carattere giusto. Ha appena compiuto vent’anni eppure ha una personalità assolutamente definita. Merito al ragazzo, ma anche alla famiglia».