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2013

Shakthar, Mkhitaryan: «Devo tanto a Lucescu. Mi piacciono Juventus e Milan»

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SHAKHTAR DONETSK MKHITARYAN – Se Mkhitaryan dovesse segnare 25 reti in campionato, Gaitana, stella pop d’Ucraina, canterà l’inno dello Shakhtar Donetsk in armeno. Questa scommessa potrebbe bastare per capire l’importanza del gioiello di Mircea Lucescu, ora a quota 22 reti. Proprio riguardo il tecnico, il giocatore armeno, intervistato da ExtraTime, ha dichiarato: «Quanto ho imparato da lui? Tanto, dal campo alla vita di ogni giorno. Lui prende un giovane e lo trasforma in un buon giocatore. Se, ovviamente, il giovane lo sta a sentire… Chi mi sta aiutando? I compagni, i gol sono il risultato del gioco. Poi sono migliorato anch’io. Prima quando giocavo davanti avevo tante occasioni ma sbagliavo spesso. Ora sono più calmo, paziente, e segno molto di più. Lucescu mi piazzava in mediana? E lì ho imparato a difendere, a conoscere il peso delle responsabilità perché in quel ruolo ne hai molte di più, e a inserirmi da dietro. Campionato dominato? E non è stato facile. In Ucraina chi gioca con noi non si accontenta del 100%, dà il 101. Per alcuni batterci o anche solo pareggiare con noi è la cosa più bella che possa capitare loro nella vita».

Mkhitaryan ha poi parlato dell’addio a gennaio di Willian, che si è trasferito all’Anzhi, e del calcio che preferisce: «Ci sono rimasto male, è stato uno shock. Pensavo volesse andare in Inghilterra, e di punto in bianco è andato all’Anzhi. L’abbiamo sostituito, ma non è lo stesso. Anche lui quando arrivò era già forte ma non aveva imparato le piccole cose che servono per fare bene qui. Poi l’ha fatto e passo dopo passo è diventato tra i migliori al mondo. Che campionati guardo? La Premier, giocano veloce ma a un livello altissimo. Poi Barça e Real, tecnicamente incredibili. E divoro le gare di Bayern, Juve e Milan. Mi piacciono le big, quelle che quando le guardi possono insegnarti qualcosa».

Inserito dal The Guardian tra i primi 100 al mondo, il calciatore 24 enne ha dichiarato a tal proposito: «Sono contento. Non solo perché sono giovane, ma perché sono armeno. E per uno del mio Paese non è semplice entrare in queste graduatorie. A che livello è il calcio armeno? Non posso dire che sia alto, onestamente. Abbiamo tanti giovani che provano a emergere, sognano un grande club come facevo io. Ma ci sono solo 8 squadre, non è interessante, giochi sempre contro gli stessi e non migliori mai».

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