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2013

Siena, Iachini: «Possiamo salvarci, i tifosi del Genoa…»

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SIENA IACHINI GENOA – Intervistato dai colleghi di Tuttosport, Giuseppe Iachini ha parlato della chances di salvezza rimaste al Siena nelle ultime nove giornate di campionato. Il tecnico dei toscani ha anche parlato della sfida di sabato prossimo contro il Genoa, i cui tifosi gli riserveranno un’accoglienza forte a causa del suo tifo per i rivali della Sampdoria: «Ho sentito dire che il Siena sarebbe retrocesso con largo anticipo, mollando molto prima della fine del campionato. Chi lo diceva, evidentemente non mi conosce. Ci sono ancora tanti punti da fare e partite da giocare: può succedere di tutto ma è chiaro che alle squadre a 35 punti basta davvero poco. C’è stata una situazione un po’ particolare in cui ci siamo trovati abbiamo dovuto vendere i giocatori che piacevano ad altri club incassando a gennaio 21 milioni. Alcuni elementi non erano alla nostra portata mentre altri non volevano venire perché pensavano fossimo già retrocessi. Allora abbiamo deciso di puntare su gente a costo zero e poco conosciuta, ma devo dire che la società è stata molto abile nella scelta e io ho cercato di dare il mio contributo con l’allenamento e il lavoro in settimana. Il segreto della squadra? La vittoria contro il Palermo è stata importante, fondamentale. Il lavoro in settimana paga sempre ma in questo caso c’entra molto anche la componente psicologica. E’ tornato un po’ di entusiasmo perché adesso abbiamo la speranza di poter salvarci anche se sappiamo che sarà molto dura. Anche perché spesso ci si dimentica che la mia squadra parte da una penalizzazione di sei punti. Non conosco bene la situazione delle altre ma vorrei che la giustizia fosse uguale per tutti. Che accoglienza mi aspetto a Marassi? Sarà il mio derby ma, soprattutto, sarà una partita fondamentale per il Siena. Guardando la classifica risulta chiaro che dietro i giochi sono ancora aperti e contro il Genoa voglio dimostrare che il Siena è vivo e pronto a lottare fino all’ultima giornata. So bene che a Marassi non riceverò un’accoglienza cordiale ma in passato ho solo fatto il mio dovere, ricevendo unicamente insulti per essermi comportato come un professionista serio. In più tifo Sampdoria, la squadra che ho riportato in A.»

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