2013
Torino, compagna Cerci: « A Firenze stava male, ora lo rivogliono »
TORINO FEDERICA CERCI – E’ da qualche anno la compagna di Alessio Cerci, attaccante attualmente al Torino dopo un difficile passato con la maglia della Fiorentina. In granata l’esterno è rinato, ha conquistato la Nazionale ed è diventato uomo mercato. Intervistata da “Tuttosport” Federica Riccardi, racconta il Cerci privato.
PERMALOSO – « Cosa mi ha colpito di lui? La tenacia nel corteggiarmi, la semplicità della persona e soprattutto la bontà. Lui è un buono esagerato, glielo dico sempre, anche se crescendo è diventato più sicuro di sé. E’ permaloso. All’inizio non gli potevo dire nulla perché lo prendeva come una critica. Con il tempo ha imparato ad ascoltare le persone, a chiedere consiglio a me e agli amici», le parole di “Lady Cerci”.
FIORENTINA PENTITA – « Se si porta a casa il lavoro? Sì, il giusto anche se vive di calcio e spesso alla sera non si esce perché c’è la partita di Champions che non si può perdere. Dopo una sconfitta è amareggiato, ovvio: vorrebbe sempre vincere. A Firenze è stata dura perché lui, che ha bisogno di sentirsi importante e di stare al centro dell’attenzione, si è abbattuto per le critiche, così portava a casa i suoi malumori, non era sereno. Se è un ribelle? No, io sono più ribelle… Semmai siamo un po’ anticonformisti. Sono state dette e scritte tante cose non vere: lui arrivava da tifoserie molto calorose, che lo coccolavano, alla prima esperienza in una realtà importante si è trovato sommerso dai fischi. Io e gli amici gli siamo stati vicini. E lui ne è uscito più forte, più sicuro. E poi non tutti gli erano contro: ancora adesso riceve messaggi di fiorentini che lo rivorrebbero in viola. I miei messaggi per difenderlo? E’ vero, hanno creato parecchie polemiche, ma li ho scritti ingenuamente, non volevo attaccare i tifosi, il mio intento era soltanto quello di difendere Alessio per amore e non con cattiveria. Ho sbagliato e ne ho pagato le conseguenze ».
VITA TORINESE – « Come ci troviamo qui? Benissimo, è una città meravigliosa, non me l’aspettavo, me l’avevano descritta come triste, ho persino pianto quando ho saputo che Alessio si trasferiva qui. Invece viviamo in un attico in centro in cui si vedono la Mole illuminata e le montagne. Lui qui sta benissimo, qui sta da Dio. E’ un gruppo molto unito. E poi c’è Ventura: le migliori stagioni le ha disputate con il tecnico genovese, vorrà pur dire qualcosa. Tra loro si è creato un feeling. Il derby? In molti ci fermano per strada, dicono ad Alessio di non mollare. Certo, sarebbe un sogno una vittoria del Torino. Anch’io sono un po’ agitata perché Alessio mi trasmette l’adrenalina della partita. E fin dall’inizio che stavamo insieme vuole che io sia allo stadio ».