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2013

Torino, Donadoni e Conti: «Cerci ha bisogno di continuità»

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ITALIA TORINO CERCI DONADONI CONTI – Intervistati da Tuttosport, Roberto Donadoni e Bruno Conti hanno parlato di Alessio Cerci, che ha rilanciato la propria carriera al Torino, tanto da essersi guadagnato la chiamata in Nazionale dal ct Cesare Prandelli.

L’allenatore del Parma sull’esterno granata ha dichiarato: «Cerci è un ragazzo dalle qualità importanti e oggi è giusto aspettarsi da lui una maturità di un certo tipo, che si riflette nella continuità in campo. Quella che tutti e quattro noi predecessori a un certo punto abbiamo garantito. Qualità? La capacità e la voglia di andare a cercare sempre l’uno contro uno, creando costante apprensione alla difesa avversaria. E’ una grande ricchezza, capace di fare la differenza nel calcio di oggi. Cerci a 25 anni ha acquisito una certa maturità e questo gli è stato riconosciuto da Prandelli con la convocazione. A certi livelli è il fattore umano a fare la differenza, questo, Cerci, deve tenerlo bene a mente, come qualsiasi suo collega. Sarebbe più corretto chiedersi quale valore aggiunto può dare la Nazionale a Cerci. La maglia azzurra può aiutare a costruire un certo tipo di identità, mi auguro che avvenga anche con lui. E’ chiaro che la grande vetrina può regalare stimoli incredibili, però nel suo caso penso che il percorso debba forse ancora passare attraverso un’affermazione completa e definitiva in una squadra come il Torino. Un contesto che gli dia la voglia di essere l’uomo che fa la differenza in modo intelligente, non per il gusto di apparire. Quella può essere la consacrazione definitiva».

Bruno Conti, con 16 campionato alla Roma nel suo curriculum, ha spiegato: «Io, Donadoni e lo stesso Sala in fase di non possesso rientravano a dare una mano alla difesa, Cerci, invece, è un giocatore assolutamente offensivo. Ha sempre avuto una grande base tecnica, ora è cresciuto anche sotto l’aspetto caratteriale. Alessio ti fa male con la sua punta di velocità. Ha una qualità: non sai mai da che parte va quando ti punta. Mentre il difensore ci pensa, lui lo salta in velocità e a quel punto diventa difficile andare a prenderlo. L’altra caratteristica significativa è che ha sviluppato una notevole capacità di segnare, non solo di creare occasioni per i compagni. Oggi nel calcio totale in fase di non possesso devi arretrare per prendere posizione e difendere almeno un po’. Cerci mi sembra stia iniziando a farlo, la forza fisica per farsi carico dell’incombenza ce l’ha. Nazionale? Può portare il fattore sorpresa degli ultimi arrivati, alla Bergomi e… Bruno Conti. Prandelli lavora da anni con giocatori bravissimi tecnicamente ed esperti, alla Pirlo e De Rossi, ma ora può presentare un bel cocktail con giovani come Balotelli, El Sharaawy e in fondo lo stesso Cerci. Ha bisogno di continuità, di giocare. Gli si aprono davanti scelte diverse, dettate da lui o dal procuratore, ma ricordi sempre che in chiave Nazionale la cosa più importante è la continuità nel giocare».

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