2013
Toro-Juve: che vinca lo sport
Domenica sera andrà in scena la più classica delle sfide tra Davide e Golia. Alla Juventus mancano 4 punti per centrare aritmeticamente lo scudetto, altrettanti al Torino per ottenere la tanto agognata salvezza. Peccato che i numeri siano impietosi e che ci sia ben poca speranza per i tifosi granata di poter festeggiare domenica pomeriggio. Lo scudetto difficilmente si deciderà tra 48 ore: il Napoli, dovendo ancora blindare il secondo posto, foriero di Champions League dalla porta principale, farà sicuramente il suo dovere a Pescara e dunque il derby della Mole n.185 sarà importante solo ai fini del risultato e per le speranze di entrambe le formazioni.
AMARCORD – Ma per la squadra di Giampiero Ventura sarà una missione impossibile: l’ultimo derby vinto dal Toro risale al 1995 e porta la firma da Rizzitelli. Oltretutto dal novembre del 2002, tre anni prima dell’avvento di Cairo, i torinisti non sono più riusciti a segnare nemmeno un gol agli odiati cugini bianconeri. Poi, dopo l’arrivo di “Papa Urbano” quattro sconfitte ed un pareggio in cinque match. Numeri che mettono i brividi a chi non tifa per la Juventus, reduce da sei vittorie consecutive.
DIFESE – E se analizziamo le difese, il gap si accentua ancor di più. Fino al giro di boa, subito dopo le feste natalizie, il reparto arretrato di Bianchi & C. era uno dei migliori del campionato, alle spalle della prime della classe. Ora, complice un mese e mezzo di follie e di gare rocambolesche, il reparto comandato da Ogbonna ha incassato 17 gol nelle ultime sette gare spedendolo agli inferi. Ora la difesa granata, con 49 reti subite, è la quint’ultima del torneo. Peggio hanno fatto soltanto Pescara, Genoa, Cagliari e Roma. Dall’altra parte, però, c’è la migliore del torneo. Quella della Juventus con soli 20 subiti. La squadra di Antonio Conte, oltretutto, ha incassato soltanto tre gol nelle ultime 7 uscite. Una sfida nella sfida che vede due reparti completamente agli antipodi e che fa scrivere quasi la parola fine al match prima ancora di giocarlo. Ma il calcio è bello perché è imprevedibile. I derby lo sono ancor di più, sebbene 41 punti di distacco in classifica siano tantissimi.
SICUREZZA – Ma quello che più ci sta a cuore è la sicurezza. Si spera sia una partita leale soprattutto fuori dal campo. O, per lo meno, ci si auspica che dopo il triplice fischio la diatriba finisca. In caso di scudetto della Juve la sicurezza sarà in gravissimo pericolo: logisticamente lo stadio Olimpico è quasi in centro città e sarà impossibile controllare tutte le vie d’accesso o di fuga verso l’impianto. Ci sono vie e viuzze, strade e stradine attorno all’ex Comunale e per quanto l’attenzione delle forze dell’ordine sarà altissima ci sarà il rischio di focolai ovunque, anche nel resto della cittadina torinese. Ma siccome le stesse forze armate piemontesi faranno il tifo affinchè il Napoli faccia il suo dovere a Pescara, si spera che domenica non ci sia da riempire le cronache con episodi inerenti incidenti, feriti, accoltellati, eccetera, come accaduto nell’ultimo Roma-Lazio. All’andata ci fu un “solo” ferito grave. Un tifoso juventino che ebbe la sfortuna di incrociare un gruppo di tifosi granata imbufaliti dal risultato in un parcheggio nei pressi dello Stadium: lo massacrarono con un tirapugni d’acciaio. Riportò fratture facciali multiple e fu costretto a subire diverse operazioni al volto. Oggi, a distanza di un girone, Enrico C. non ha ancora superato il trauma, né fisico né mentale. Si spera che i tifosi di entrambe le fazioni, questa volta, usino la testa anche se si troveranno gli uni al fianco degli altri. D’altronde lo stadio Olimpico sarà diviso quasi a metà e in alcuni settori i supporters saranno mischiati gomito a gomito. Che vinca lo sport.