2013
Toro: Ventura accomunato dallo stesso destino di Conte
Giampiero Ventura come Antonio Conte? Il Torino come la Juventus? Sembra proprio questo lo strano destino dei due allenatori e delle due squadre del capoluogo piemontese. Ieri, subito dopo il pareggio contro il Chievo Verona di Eugenio Corini che ha sancito aritmeticamente la permanenza di Bianchi & C. nella massima serie, il tecnico granata ha lanciato un sibillino messaggio ad Urbano Cairo: “Ci vediamo a metà luglio se tutto va come deve andare”. Un telegramma chiaro e forte al numero uno di via dell’Arcivescovado. Qualche tempo fa mister libidine aveva detto che, dopo la promozione in A e la salvezza, ora si aspettava una squadra più competitiva per restare stabilmente nella parte sinistra della classifica.
Peccato che il patron torinista sia restio a mettere mano al portafogli e abbia già in mente di monetizzare lasciando partire sia Ogbonna che Cerci. Due pezzi da novanta, due giocatori da cui Ventura gradirebbe ripartire per pianificare un futuro più tranquillo, che non passi per forza di cose attraverso una salvezza raggiunta soltanto a 90 minuti dalla fine del campionato. I tifosi bianconeri e quelli granata restano alla finestra incrociando le dita. Quelli dei campioni d’Italia sperano di non perdere l’allenatore che ha fatto tornare sul tetto d’Italia la Vecchia Signora dopo anni bui, quelli del Toro sperano di non veder andar via colui che ha permesso a tutto l’ambiente di camminare nuovamente a testa alta dopo anni di depressione cronica e che ha dimostrato di avere le carte in regola per farli divertire domenica dopo domenica. Lo snodo, in entrambi i casi, è il mercato.