2009
Totti: “Ci crediamo, vincere è un dovere”
Questo il pensiero del capitano giallorosso Totti, espresso tramite le colonne del Corriere dello Sport, in merito all’impresa europea dell’Inter ed al finale di campionato dei giallorossi:
La semifinale di Champions di mercoleÃ?Âdì sera tra Barcellona e Inter per certi versi ha rispecchiato un po’ tutto quello che può avvenire in un incontro di calcio. Al momento del sorteggio l’Inter veniva data, a giudizio di tutti, quasi spacciata. Ma poi in campo nelle due partite di andaÃ?Âta e ritorno ha dimostrato di meritare la qualificazione contro il club campione del mondo e d’Europa. Il Barcellona è forse la squadra al monÃ?Âdo più organizzata sotto l’aspetto della faÃ?Âse offensiva, con grandissimi campioni e che ha la sua punta di diamante in Messi. L’Inter dal canto suo esprime il massimo della fisicità che una squadra di calcio può avere, ha dimostrato che nel calcio tutto è possibile.
Per più di un’ora l’Inter ha gioÃ?Âcato senza uno dei suoi punti di forza, Thiago Motta, ma con la grinta, la forza, l’organizzazione difensiva che le hanno permesso di respingere gli attacchi dei tanti campioni del Barcellona. Tutto queÃ?Âsto in un ambiente particolarmente caldo, con il quale la squadra italiana ha dovuto convivere dal momento del suo arrivo in Spagna. Pensate solo se tutto questo fosse accaduto in Italia, quante polemiche ci saÃ?Ârebbero state. E’ importante questa vittoria per il calÃ?Âcio italiano, ma soprattutto perchè stiamo vivendo un momento in cui i tifosi hanno perso in alcuni casi unità d’intenti con i giocatori.
Il tifoso dovrebbe pretendere giustamente sempre il massimo dell’imÃ?Âpegno, il massimo dell’applicazione per cercare di vincere ogni partita, senza conÃ?Âsiderare mai il valore dell’avversario. Questa unità d’intenti tra noi e i nostri tiÃ?Âfosi non è mai venuta meno. Da parte noÃ?Âstra c’è sempre il massimo impegno per onorare la maglia e dare il massimo sul campo. Sempre, in tutte le occasioni, cerÃ?Âcando di portare la nostra squadra semÃ?Âpre più in alto nelle posizioni di classifica che le competono per la storia, le tradizioÃ?Âni e soprattutto per le caratteristiche che la nostra proprietà ci ha sempre trasmesÃ?Âso. Forse da altre parti non è così.
Noi enÃ?Âtriamo in campo per giocare e per regalaÃ?Âre ai nostri tifosi novanta minuti di soddiÃ?Âsfazioni. La qualità del nostro gruppo si sintetizza in Mexes. Oltre che un grande calciatore è un amico e un grande profesÃ?Âsionista, si è dimostrato attaccatissimo a questa città , a questa squadra, di cui è siÃ?Âcuramente tifoso. Il nostro campionato finora è stato proÃ?Âbabilmente da sogno. Siamo partiti malisÃ?Âsimo e ci siamo ritrovati in testa alla clasÃ?Âsifica e comunque nel girone di ritorno sempre nelle prime posizioni.
Ora non dobbiamo mollare e dobbiamo crederci, pur restando consapevoli di tutte le diffiÃ?Âcoltà che andiamo a incontrare, ma queste fanno parte del gioco. Certo, la sconfitta con la Samp non ci voleva proprio, sopratÃ?Âtutto per come è maturata, dopo un primo tempo spettacolare, con tante occasioni da gol. Ora dobbiamo guardare avanti, senza pensare a quello che accade, il nostro doÃ?Âvere è quello di cercare di vincere e poi vedere quello che succede, anche se la partita chiave credo che sia Atalanta-BoÃ?Âlogna, perchè la Lazio, giocando in serata, avrà la possibilità di conoscere il risultato in anticipo e potrà sapere se le sue chanÃ?Âce di salvezza saranno minori o maggiori. In questo periodo ho letto tante dichiaraÃ?Âzioni da parte di tutti nei miei confronti. Nella mia carriera ho sempre preferito far parlare i fatti e aspettare che questi matuÃ?Ârassero. Guarderò tutto con maggiore atÃ?Âtenzione nello svolgimento delle prossime partite, nelle direzioni arbitrali, come già ho fatto in precedenza, sia quando ho gioÃ?Âcato che quando sono rimasto fuori per inÃ?Âfortunio.
Restare in silenzio non vuol dire non viÃ?Âgilare su quello che accade in campo, anÃ?Âche quei particolari che soltanto chi gioca può cogliere nel corso di una partita. Mi sono venuti in mente tante vicende e moÃ?Âmenti vissuti negli anni scorsi, quando il presidente Franco Sensi, in alcune interviÃ?Âste o anche nei colloqui privati tra noi, aveva parlato di alcuni episodi che sarebÃ?Âbero accaduti e puntualmente tutto ciò nel corso del tempo si è avverato. Come? BaÃ?Âsta andare a riascoltare alcune vecchie inÃ?Âterviste o conferenze stampa, per le quali sia io che il presidente siamo stati sanzioÃ?Ânati e deferiti, ma poi si è verificato esatÃ?Âtamente quello che noi avevamo previsto.
Ma andiamo avanti, chiudiamo queste partite con passione, spirito di sacrificio e professionalità . Ricordo a tutti che qualÃ?Âsiasi vittoria ottenuta con la maglia della Roma lascia un segno indelebile nel cuoÃ?Âre e nella mente. Penso che questo sia l’unico vero motivo per crederci fino alla fine.
Anche in questa trasferta a Parma sareÃ?Âmo accompagnati da tanti nostri tifosi. LoÃ?Âro ci hanno chiesto sempre la vittoria e questo li fa rendere unici come la squadra per la quale sono tifosi. Sono sempre stati da stimolo per le nostre vittorie… e solo per le nostre vittorie.
fonte: Corriere dello Sport