Verdi verso Napoli, ora sì e prima no: le ragioni

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Simone Verdi vede Napoli: accordo con il Bologna, da ratificare l’intesa con il calciatore. Cosa è cambiato rispetto a sei mesi fa

Il Napoli ha trovato nuovamente l’accordo con il Bologna per l’acquisizione di Simone Verdi: affare che si aggirerebbe intorno ai venticinque milioni di euro, sulla falsariga di quello già raggiunto nella recente sessione invernale di calciomercato. Il solito scoglio è rappresentato dall’intesa con il calciatore, che però avrebbe dato un assenso di massima al trasferimento a Napoli: tutto da ratificare ovviamente, non siamo già alla definizione del prossimo contratto ma senz’altro in una posizione avanzata rispetto a qualche giorno fa. Quando Inter e Roma sembravano aver scavalcato il club campano nella corsa all’attaccante classe 1992. Il presidente Aurelio De Laurentiis ed il direttore sportivo Cristiano Giuntoli si sono ripresi la pole position: risposta definitiva attesa al rientro dagli impegni con la nazionale, la settimana prossima si configura dunque come quella decisiva per le sorti di Simone Verdi.

Verdi-Napoli, lo stop invernale

Qualora l’affare dovesse andare in porto – e dunque Verdi accasarsi al Napoli – verrebbe immediatamente da domandarsi perché il trasferimento non si sia compiuto nello scorso inverno. Quando il Napoli, in piena corsa scudetto, cercava un esterno offensivo in grado di accrescere la qualità delle rotazioni a disposizione di Sarri, per ridurre in tal senso il gap da una Juventus oltremodo più strutturata. Il rifiuto sul più bello, quando tutto sembrava definito: Verdi dà il due di picche al Napoli, un rifiuto clamoroso motivato dalla volontà di restare a Bologna almeno fino al termine della stagione, per ultimare un percorso di crescita personale e continuare a far parte del progetto emiliano. Se a ventisei anni devi ancora crescere viene da porsi qualche domanda. Il Napoli da quel 15 gennaio fu costretto a virare su altri profili, Politano su tutti, salvo scontrarsi con le difficoltà della trattativa che riguardò l’esterno del Sassuolo. Non se ne fece nulla: Sarri rimase con i calciatori allora a disposizione, chissà come sarebbe andata se la sua squadra avesse potuto contare su una forza fresca ulteriore nel pacchetto offensivo. Sempre ammesso che con i se e con i ma non si va parecchio lontano.

Verdi-Napoli, un no dovuto a Sarri?

Leggendo tra le righe del rifiuto di Simone Verdi, è parso di intuire che lo stesso calciatore non fosse certo di un impiego considerevole. Aspetto sostanzialmente dovuto ad una circostanza: l’allora allenatore del Napoli, Maurizio Sarri, non è noto per la sua predilezione al turnover. Lo applica poco in generale, praticamente mai quando si punta tutto su un obiettivo. Va effettuata una doverosa precisazione: Sarri chiamò in prima persona Verdi nel tentativo di rassicurarlo, telefonata che non servì a scalfire i dubbi dell’attaccante del Bologna. Anche ad Empoli del resto agiva da trequartista-riserva del titolare ed inamovibile Saponara. Lo stesso allenatore chiarì in una successiva intervista come non volesse essere il capro espiatorio del mancato trasferimento del calciatore all’ombra del Vesuvio. Il presidente partenopeo Aurelio De Laurentiis, pur critico verso la gestione organica del suo ex allenatore, a sua detta reo di aver svalutato una serie di calciatori (Diawara, Rog e Maksimovic su tutti, un patrimonio di sessanta milioni di euro) per scarso utilizzo, scelse comunque di affondare il colpo per Verdi. Investire quel che c’era da investire e procedere all’operazione con il Bologna: il no di Verdi poi spiazzò tutti.

Verdi-Napoli, cosa cambia con Carlo Ancelotti

Il passaggio di Simone Verdi dal Bologna al Napoli può concretizzarsi nella prossima settimana. Il club partenopeo vive una nuova era: quella di Carlo Ancelotti. Il clamoroso avvicendamento deciso dal patron De Laurentiis proietta il Napoli verso una nuova dimensione: si punta senza indugio a battagliare con la Juventus in campionato e a fare strada in Champions League, la casa prediletta de nuovo tecnico azzurro. Questa lettura impone una gestione della rosa totalmente differente rispetto a quanto accaduto nella parentesi Sarri: le rotazioni, possibilmente di qualità, sono alla base della competitività sui vari fronti della stagione. Si può fare strada in Serie A ed in Champions League soltanto se le forze vengono alternate con successo, senza puntare su una base fissa di dodici o tredici uomini che alla lunga risultano stremati dalla sequenza degli impegni. A livello fisico ma soprattutto psicologico. Il vento nuovo portato in dote da Carlo Ancelotti potrebbe aver mischiato le carte: la possibilità di rientrare effettivamente in una logica di turnover qualitativo – e dunque di essere impiegati con una certa costanza – può attrarre calciatori che prima si sentivano impossibilitati in tal senso. E Verdi può rientrare in questa schiera. Anche il presidente Aurelio De Laurentiis investirà con una serenità maggiore, senza il timore di vedere dissipato il proprio investimento. Aria nuova al Napoli: si avvicina Simone Verdi, poi un altro attaccante per completare il pacchetto offensivo ed iniziare a dare una forma alla squadra che sarà.