2012
Verratti-Psg, Borini verso il Liverpool: giovani, quanti errori per i club italiani
Due le trattative in corso che potrebbero privare la serie A di giovani talenti, tra i più validi dell’intero panorama calcistico italiano. Uno, classe ’92, già nel giro della nazionale – convocato nel pre-ritiro azzurro da Cesare Prandelli sebbene non abbia ancora esordito in A – e l’altro, classe ’91, già protagonista con la Roma nella scorsa stagione e premiato dal tecnico di Orzinuovi con la convocazione nella nazionale maggiore. Stiamo parlando di Marco Verratti e Fabio Borini che, purtroppo per il campionato italiano, potrebbero a breve lasciare il Paese per trasferirsi all’estero.
LE TRATTATIVE IN CORSO – Affaire Verratti: dopo esser stato ad un passo dalla Juventus e – si è scoperto oggi dalle parole dell’agente – molto vicino al Napoli con la trattativa in dirittura d’arrivo e saltata per la questione dei diritti d’immagine tanto cara al presidente De Laurentiis, il regista è in procinto di trasferirsi al Psg. Le parti sono praticamente d’accordo su tutto e si attende l’annuncio ufficiale. Non in fase così avanzata la questione Borini, ma proprio questa mattina dal ritiro di Riscone di Brunico il direttore sportivo della Roma Walter Sabatini ha candidamente ammesso che l’offerta del Liverpool – circa 13 milioni – è al vaglio della società giallorossa. L’eventuale cessione, dopo che la Roma si è battuta con forza per l’acquisizione della restante metà del cartellino ed alla luce dell’ottima stagione dell’attaccante, non troverebbe una spiegazione plausibile.
PROBLEMA DI FISCALITA’, BUDGET MA ANCHE DI SCELTE – All’estero – ormai è cosa nota – grazie ad una fiscalità favorevole diventa meno impervio trovare l’accordo con il calciatore sull’ingaggio. Il sistema di tassazione vigente in Italia impone ai club nostrani di versare allo Stato un importo pari al reddito netto percepito dal calciatore; fattore non altrettanto verificato nel resto d’Europa, dove l’incidenza dell’imposizione fiscale è minore. La conseguenza immediata è una minor capacità di spesa da parte dei club italiani e di conseguenza un’appetibilità ridotta per il campionato italiano. Circostanza più volte sviolinata dall’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani: “Dimenticatevi i grandi campioni” è lo slogan più volte ripetuto, ma la questione inerisce anche alle scelte che una società è in grado di compiere. Perché?
I CASI VERRATTI E BORINI: INGAGGI CONTENUTI E… – E volontà dei due calciatori di restare in Italia. Nessuno dei due spinge per una cessione all’estero, nessuno dei due – per forza di cose – ha un contratto dall’importo tanto elevato da rappresentare un costo insormontabile per una società italiana. La verità è altrove: i club italiani non hanno puntato con decisione su Verratti, dimostrando ancora una volta l’inadeguatezza di un sistema oltremodo restio a concedere fiducia a giovani di indubbio valore che non abbiano già dimostrato tutto. E la verità è che la Roma sta pensando sul serio di fare cassa con Borini per finanziare il suo mercato in entrata; l’attaccante emiliano ha già realizzato dieci gol in una stagione condizionata da un infortunio dimostrando di poter giocare a determinati livelli e soprattutto incarnando in pieno l’attaccante ideale per gli schemi tattici offensivi di Zdenek Zeman. Un potenziale crac della prossima stagione potrebbe trasformarsi in un’affrettata cessione: l’ennesima sconfitta – d’obbligo il condizionale – del movimento calcistico italiano che, proseguendo ancora su questa strada, rischia concretamente di vedersi superato da realtà modeste e di non poter più colmare il gap dai tornei più strutturati. Assunto che vale per i club: per fortuna poi che la nazionale è tutta un’altra storia. Con parole e pagine diverse.