Gianluca Vialli, l’importanza di essere leader

gianluca vialli
© foto www.imagephotoagency.it

Nel giorno del 53esimo compleanno il ritratto di Gianluca Vialli, una carriera al top da calciatore tra Juve, Sampdoria, Chelsea e Nazionale

Gianluca Vialli, lo scultore che sapeva trasformarsi in pittore. Parafrasando una delle massime dell’aneddotica dell’Avvocato, il ritratto che ne consegue disegna perfettamente lo spirito del Vialli calciatore nel Michelangelo della Cappella Sistina. Nel giorno in cui ci accodiamo agli auguri per i suoi 53 anni, ritorna il ricordo dello Stradivialli nazionale, uno dei primi calciatori moderni nel vero e proprio senso della parola. Che univa forza fisica ad un grande sacrificio in ripiegamento, un mix di tecnica e velocità che lo rendevano un centravanti completo e letale per le difese italiane e di mezza Europa. Una carriera ricca e costellata da grandi successi, sia in termini individuali che con le proprie squadre di appartenenza. Il Gianluca da Cremona, inoltre, è uno dei pochi attaccanti che può vantare un primato speciale, vale a dire l’aver vinto tutte e tre le principali competizioni UEFA per club. Ovvero: una Coppa delle Coppe nel 1989-90 con la Sampdoria, la Coppa Uefa 1992-93 con la Juventus e la Champions League del 1995-96, da capitano, nella notte dell’Olimpico di Roma, l’ultima polaroid di un successo bianconero in Champions datato ormai 21 anni fa.

In Italia e in Europa

Una carriera da leader, sopratutto in campo. Ma anche, spesso e volentieri, da pioniere: come quella volta in cui, dopo aver vinto tutto con la Juventus, lasciò la zona di comfort della Serie A per tentare l’avventura in Premier League. Storico il suo passaggio al Chelsea e di lì a breve il suo doppio incarico da giocatore-allenatore, tra cui una vittoria in Supercoppa Europea ai danni del Real Madrid. La carriera di Vialli, però, passa necessariamente anche dal discutere dei tanti campionati italiani di Serie A e della sua storia in Azzurro. Dopo l’esordio da 17enne tra i professionisti in C1 con la Cremonese, nel 1984 arriverà il suo trasferimento e conseguente debutto in Serie A con la maglia della Sampdoria, formando già all’epoca l’antesignana coppia dei ‘gemelli del gol’ blucerchiati. Una grande storia d’amore, quella di Vialli con la Samp, sublimata dalla vittoria in ben 3 edizioni di Coppa Italia, una Coppa delle Coppe (con doppietta in finale contro l’Anderlecht) e uno storico scudetto, quello del 1991, l’unico nella storia del club blucerchiato. Con i doriani, però, mancherà solamente la ciliegina sulla torta: nel 1992 la Samp disputa la finale di Coppa dei Campioni, perdendo contro il Barcellona a causa di un gol di Koeman su calcio di punizione nella notte di Wembley.

Sul tetto del mondo

Da lì a poche settimane, invece, il trasferimento alla Juventus, squadra di cui diverrà capitano nella stagione 1995-1996, centrerà la vittoria di una Coppa Uefa, uno Scudetto, una Supercoppa Italiana e la tanto agognata Champions League, sollevando al cielo di Roma la coppa delle grandi orecchie. Dopo una serie di calci di rigore in cui lo stesso Vialli non era tra i designati. Con la Nazionale, invece, la sua esperienza nasce dalla vittoria nell’Europeo Under-21 del 1986, un torneo in cui Vialli si laureerà miglior marcatore dell’edizione. Per poi toccare la Nazionale maggiore sia in Messico 1986, sia per l’Europeo 1988 e sopratutto designato come attaccante titolare nel Mondiale di Italia ’90, concluso dagli azzurri solamente al terzo posto dopo la finalina di consolazione con l’Inghilterra. Una carriera al top con i rispettivi club, meno fortunata in Nazionale per una generazione a cavallo degli anni ’80 e ’90 che avrebbe meritato la consacrazione con un titolo internazionale.