2013
Zeman si confessa: «Ecco cosa è mancato a Roma»
ROMA ZEMAN OSVALDO DE ROSSI STEKELENBURG – Intervistato dai colleghi della Gazzetta dello Sport, Zdenek Zeman ha svelato, con la solita calma e freddezza, tutto ciò che gli è mancato di più, nei mesi in cui è tornato a stazionare sulla panchina della Roma. L’esperto tecnico boemo, in particolare, ha affrontato alcuni temi, come i rapporti con alcuni big del calibro di Daniele De Rossi, Pablo Daniel Osvaldo, Miralem Pjanic e Maarten Stekelenburg: «Cosa è mancato alla Roma? L’unità di intenti in campo e fuori. Quella compattezza figlia di disciplina, regole da rispettare, spirito di sacrificio, voglia di applicarsi sempre e credere in ciò che si fa. Cosa mi ha lasciato questa stagione? Tanta amarezza per come è finita, ma anche alcune soddisfazioni. La Roma a detta di tutti ha giocato in certe partite il calcio migliore in Italia. A dicembre abbiamo battuto 4-2 in casa Fiorentina e Milan regalando spettacolo. Partite che potevano finire con punteggi ben più larghi. Quattro gol al Milan oltre a noi li ha segnati solo il Barcellona. E nessuno li ha fatti alla Fiorentina, squadra rivelazione che noi abbiamo battuto due volte. Sto parlando delle due squadre che si giocano un posto in Champions. Ma mi ha dato soddisfazione anche lanciare e migliorare giovani come Marquinhos, Lamela, Florenzi, Tachtsidis. Stavo lavorando per il futuro. La questione De Rossi? Non ho mai avuto nulla contro Daniele, io nelle scelte ho sempre guardato solo alle prestazioni in allenamento e in partita. Finchè ci sono stato io la sua media voto è stata di 5,42. Qualcosa vorrà dire, o no? Osvaldo in 22 partite con me ha fatto 10 gol, in proiezione ne avrebbe fatti 20. Nelle successive dieci dopo di me, ha segnato solo un gol. Non credo di averlo gestito poi male… E se qualche volta l’ho ripreso è stato per il suo bene. Pjanic con me non ha giocato solo una o due partite. Cercavo solo la collocazione migliore per lui. E non mi sembra sia ancora stata trovata. L’accantonamento di Stekelenburg? Stek non l’ho mai discusso neanche dopo qualche svarione, poi ha preso una botta a Parma e complice un problema a una mano è rimasto fuori due mesi. In quel periodo Goicoechea ha fatto bene e noi abbiamo vinto spesso. Quando Stek è tornato a disposizione non mi è sembrato avesse tutti gli stimoli per riprendersi il posto da titolare, tant’è che voleva andare al Fulham. Di Goicoechea si ricordano solo gli ultimi errori gravi, ma aveva anche fatto cose buone.»