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Zhang Jindong, fine dell’impero dell’ex proprietario dell’Inter e fondatore Suning: patrimonio azzerato. La ricostruzione
Zhang Jindong, è finito l’impero dell’ex proprietario dell’Inter e fondatore Suning: il suo patrimonio è stato azzerato. La ricostruzione
La crisi del magnate asiatico affonda le radici in una serie di investimenti fallimentari, tra cui spicca la massiccia partecipazione nel gruppo Evergrande per oltre 20 miliardi di yuan. Nel gennaio del 2026, la situazione è precipitata: Zhang Jindong è stato costretto al trasferimento senza compenso delle sue azioni e dei suoi beni personali per coprire un debito mostruoso pari a 238,712 miliardi di yuan (circa 31 miliardi di euro). Si tratta di un precedente storico in Cina, dove per la prima volta il fondatore di un colosso privato perde completamente le sue ricchezze attraverso una ristrutturazione aziendale.
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Il piano di ristrutturazione e l’azzeramento dei beni
Il 26 febbraio, il Tribunale Intermedio Popolare di Nanchino ha annunciato il completamento del piano di ristrutturazione del debito. Zhang ha visto tutti i suoi beni personali, inclusi immobili, attività finanziarie e oggetti da collezione, alienati tramite aste giudiziarie o trasferimenti negoziati. Parallelamente, il valore delle società legate a Suning si è ridotto a 41 miliardi di yuan (circa 5,3 miliardi di euro), una cifra lontanissima dalla capitalizzazione degli anni d’oro.
Il compromesso: controllo limitato e azioni legali sospese
Nonostante il tracollo, Zhang ha evitato la liquidazione fallimentare per tutelare investitori e fornitori. Questo gli ha permesso di mantenere un controllo operativo limitato, conservando il diritto di nominare cinque membri nel consiglio di amministrazione del gruppo Suning ristrutturato. Come riferito da Epoch Times, i creditori hanno sospeso temporaneamente le azioni legali nei suoi confronti. Tuttavia, se la gestione del trust non dovesse rispettare le aspettative, Zhang perderebbe i diritti di nomina e il rischio di nuove azioni giudiziarie tornerebbe altissimo.
La fine di un’era per l’economia cinese
Il collasso segna la fine di una carriera trentennale iniziata nel 1990 con un piccolo negozio di condizionatori a Nanchino. La parabola di Zhang Jindong, culminata con la quotazione in Borsa nel 2004, non rappresenta solo il dramma di un singolo imprenditore, ma è il chiaro segnale del difficile contesto economico in cui versano le grandi aziende in Cina, travolte dalla crisi del settore immobiliare.