Miralem Pjanic, ex centrocampista della Juventus, ha parlato del momento dei bianconeri di Massimiliano Allegri
Miralem Pjanic, ex centrocampista della Juventus, ha parlato a Tuttosport.
RINASCITA JUVE – «No! Io lo sapevo e lo dicevo… Inizialmente i ragazzi hanno vissuto un periodo complicato, ma quando entri in una crisi così, in cui se giochi contro il Psg o l’ultima della Serie A ti sembrano tutti allo stesso livello, è perché la paura e le incertezze entrano nella squadra. Non riesci ad esprimere quello che vuoi, non è facile uscirne. Ma ho sempre detto che nessuno più di Allegri sarebbe stato in grado di ribaltare questa situazione. E infatti oggi sento molto di meno parlare certe persone… La situazione è più calma, per quel che riguarda il lato sportivo intendo, proprio perché Allegri ha rimesso la Juve sulla buona strada. Attenzione però: sono state giocate appena 17 partite, adesso arriva il difficile. Il campionato è ancora molto aperto. Bisogna tenere i piedi per terra e continuare a lavorare nella stessa maniera, raccogliere punti. Poi a marzo diventerà tutto decisivo».
ALLEGRI – «E’ una questione meno specifica e più generale. Posso dire che lui è di un’altra categoria perché è talmente sereno nel suo lavoro che, di conseguenza, trasmette serenità anche alla squadra. Ricordo i momenti complicati che avevamo passato noi e ricordo che in quelle fasi le sue parole e quelle dei componenti del suo staff erano sempre giuste. Inoltre, altra cosa molto importante, Allegri riesce a far giocare tutti gli elementi che ha a disposizione, quindi sono pochi quelli che si lamentano e non sono contenti perché non hanno minutaggio. Quest’anno ancora di più: ha dato spazio a tanti giovani che si stanno meritando il posto perché stanno facendo i risultati e stanno crescendo allo stesso tempo. Se io diventassi il presidente di una squadra, un giorno, vorrei sempre un allenatore come Allegri. Sempre».
NAPOLI-JUVE – «No, io dico 50 e 50. Anche se la pressio- ne sta dalla parte del Napoli. Hanno perso punti contro l’Inter: ci sta, per carità, ma se vogliono mantenere questa distanza non devono più lasciare niente per strada altrimenti rischiano di andare incontro a incertezze e paure».