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Serie A

AIA, lunedì il giorno del giudizio per il presidente Zappi: le carte dell’inchiesta che scuote il mondo arbitrale e i possibili scenari

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AIA, lunedì 12 gennaio sarà il giorno del giudizio per il presidente Zappi: le carte dell’inchiesta che sta sconvolgendo il mondo arbitrale e gli scenari

Il mondo arbitrale italiano trattiene il fiato. Lunedì 12 gennaio sarà il giorno del giudizio per Antonio Zappi, attuale presidente dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri), chiamato a comparire davanti al Tribunale Federale. L’inchiesta che lo vede imputato per violazione dei principi di lealtà e probità rischia di decapitare i vertici della categoria, in uno scenario che mescola presunte minacce, crisi di pianto e intrighi politici.

Il “giallo” della denuncia disconosciuta

Tutto nasce da un’anomalia inquietante. L’indagine è scattata nell’estate del 2025 a seguito di un esposto firmato da Roberto Patrassi, ex arbitro della sezione di Macerata, che denunciava un “sistema aggressivo” volto a costringere alle dimissioni diversi dirigenti. Tuttavia, in un colpo di scena degno di un thriller, Patrassi ha disconosciuto il documento davanti alla Procura, negando di essere l’autore della firma e minacciando querela per falso. Nonostante il “giallo” sull’identità del denunciante, la macchina della giustizia sportiva non si è fermata.

Le accuse: dimissioni forzate per Orsato e Braschi

Al centro del dibattimento ci sono le presunte pressioni esercitate su Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, rispettivamente responsabili della Can C e della Can D. Secondo l’accusa, Zappi li avrebbe indotti a dimettersi per liberare le poltrone a figure a lui più gradite, tra cui Daniele Orsato e Stefano Braschi. Se inizialmente Ciampi e Pizzi avevano negato costrizioni, nelle audizioni successive il quadro è mutato: Ciampi ha parlato di “crisi di nervi” e pianti al telefono, mentre Pizzi ha riferito di dimissioni presentate perché convinto che non ci fosse più la fiducia del presidente.

Lo scontro politico: l’ombra della PGMOL

L’inchiesta si inserisce in un contesto di fortissima tensione politica tra l’AIA e la FIGC. Sullo sfondo c’è il progetto federale della PGMOL, una nuova struttura d’élite (sul modello inglese) che ridurrebbe drasticamente il numero degli arbitri professionisti, estromettendo di fatto l’AIA dalla gestione diretta. Zappi si è opposto duramente a questa riforma, scatenando una guerra di potere che è arrivata fino in Parlamento con interrogazioni bipartisan indirizzate al Ministro dello Sport Andrea Abodi. Ora la palla passa ai giudici: se le accuse venissero confermate, per Zappi potrebbe scattare la decadenza, aprendo una nuova, imprevedibile crisi istituzionale. Lo riporta Calcio e Finanza.

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