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Parma, Rinaldi si racconta: «Mi ispiro a Donnarumma, ecco cosa mi ha colpito di Buffon. Dopo la partita contro il Napoli…»
Parma, Filippo Rinaldi – grande protagonista del match contro il Napoli – si è espresso così nell’intervista a Il Corriere dello Sport
Filippo Rinaldi è il nome nuovo che ha fatto sussultare il Tardini e non solo. Classe 2002, portiere di proprietà del Parma, ha vissuto una notte da favola al Maradona contro il Napoli: esordio assoluto in Serie A, porta inviolata e titolo di MVP. Il Corriere dello Sport lo ha intervistato.
L’UTILITÀ DELLE GARE LONTANO DA PARMA «Certo che sì, mi hanno permesso di crescere. Anche se poi l’esordio in Serie A è tutt’altra cosa. Al mio preparatore ho detto poco prima di entrare in campo: “Ma ti rendi conto per sto per debuttare?”».
COSA GLI HA DETTO «Pensa a giocare (ride, ndr)».
IL DOPO PARTITA «Sono rientrato negli spogliatoi e ho chiamato la mia famiglia e la mia fidanzata, con cui convivo. Ma in realtà per qualche minuto sono rimasto seduto nello spogliatoio a guardare il vuoto davanti a me».
CALCIO E LIBRI «Sì, ma mi piacerebbe studiare ancora. La mia ragazza fa Economia, anche io vorrei riprendere i libri in quell’ambito».
IL RICORDO PIÙ BELLO «L’abbraccio con i compagni a fine partita. Quando arrivi a inizio anno, come un portiere dalla Serie C, non ti aspetti questo affetto».
LA PARATA MIGLIORE «La seconda su Hojlund. La prima è stata più istintiva, l’altra stilisticamente più bella».
I COLLEGHI DA SEGUIRE «Maignan, Carnesecchi, che ha fatto un percorso di gavetta simile a quello che potrei fare io, e il nostro Suzuki».
CONCORRENZA CON CORVI «Questo lo deciderà l’allenatore, ma faccio di tutto per metterlo in difficoltà. Io e Corvi siamo cresciuti insieme, sono contento quando fa bene lui come lui è contento quando fa bene io. Siamo due bravi ragazzi che lavorano forte, credo che questo sia l’importante, ci spingiamo a far meglio a vicenda. Ho saputo che avrei giocato contro il Napoli solo due ore prima dell’inizio».
L’INCONTRO CON GIGI BUFFON «Ci siamo allenati insieme prima che andassi in prestito qualche anno fa. Mi tremava la mano la prima volta che l’ho incontrato, poi ho scoperto un uomo straordinario. Il campione lo conoscevo già. Mi ha colpito tanto il suo aspetto umano, non ha mai fatto pesare il fatto di essere Buffon. Io non pensavo neanche che mi rivolgesse la parola e invece… È una persona come noi».
DEDICA AL NONNO «Sì. Non c’è più da qualche mese, avevamo un rapporto molto bello, d’estate ci confidavamo tanto. Mi ha sempre consigliato di restare a Parma e spero che ovunque sia abbia avuto modo di vedere la partita con il Napoli. Mi dispiace di non essere riuscito a regalargli l’esordio qualche mese fa».
A CHI SI ISPIRA «A Donnarumma».
SOGNO NAZIONALE «Non mi piace fissare obiettivi a lungo termine, penso a lavorare ogni giorno perché per me il lavoro è sacro. Ma sì, sarebbe la ciliegina sulla torta».