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Como, Fabregas sicuro: «Avete parlato tutta la settimana del confronto tra giochisti e risultatisti e ho fatto questo»

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Como, Cesc Fabregas commenta nel post partita l’importante vittoria contro la Lazio di Sarri. Ecco le parole

Cesc Fabregas, tecnico del Como, è intervenuto nel post partita della sfida della 21ª giornata di Serie A 2025-2026 contro la Lazio di Sarri. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di DAZN.

PARTITA  «Ma sì, si è una grande partita, avete parlato tutta la settimana del confronto tra giochisti e risultatisti, così ho tolto un attaccante, messo un altro centrocampista e gli do più da parlare (ride), no scherzi a parte, sì, mi sembrava che era la partita giusta per giocare così, la squadra lo ha interpretato molto molto bene, dopo di là i ragazzi interpretano quello che noi alleniamo, alcune volte non c’è una maniera precisa di analizzare le altre squadre e la prepariamo perché io voglio che tutti giochino in modo funzionale, e che capiscano perché giocare in una maniera o nell’altra.

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Per fare in ogni momento una squadra completa difensivamente e offensivamente e piano piano, dopo tanti cambiamenti, serve tempo. Si parlava di Baturina, per esempio, e noi dobbiamo essere ambiziosi e puntare sempre su giocatori giovani e ci sono alcuni che hanno bisogno di più tempo, noi siamo qua per lavorarci tutti i giorni, conoscere la sua personalità e piano piano loro iniziano a trovarsi nel momento giusto, penso che Elves Abdallah sia Adra sta giocando bene con fiducia e a volte senza giocatori importanti come Morata, Diao, Jacobo, Ramon, Carlos, noi non siamo abituati a questo e per questo è un percorso tosto e lo stiamo affrontando con grandissima serenità».

FUTURO – «Il futuro del club? Macchina perfetta? Wow, non lo direi io, se li vedessi tutti i giorni. Ho un grande staff, grande presidente con fiducia, si lavora con pressione, ho sempre giocato a livelli importanti, ma quello che voglio è essere il migliore, migliorare la squadra e io sono sempre sereno e tranquillo, la gente crede in noi, siamo un gruppo di ragazzi tra i 20 e i 22 anni e sono troppo allenatore e ho bisogno di tempo campo con i giocatori per confrontarci, per questo non so se sono adeguato ad un altro tipo di gioco. Io devo fare coaching per fare crescere i ragazzi e portare avanti questa mentalità».

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