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Maicon non ha dubbi: «L’Inter vincerà lo scudetto e vi spiego perché! Si capiva che Chivu avrebbe fatto l’allenatore»

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Maicon

L’ex terzino dell’Inter, Maicon Douglas, ha detto la sua sui nerazzurri di Chivu e su altri temi legati alla Serie A e al calcio italiano

Dal suo Brasile, dove oggi vive a Belo Horizonte e gira il mondo con le “Legends”, Maicon non smette di guardare all’Italia con il cuore nerazzurro e si è confidato con la Repubblica.

L’INTER VINCERA’ LO SCUDETTO – «Perché è superiore alle altre. È la più forte, ha una rosa completa, lunga, ha un campione come Lautaro che fa la differenza. E un grande allenatore».

CHIVU – «Innanzi tutto è un ragazzo intelligente e soprattutto empatico. E infatti è stato capace di entrare nella testa dei giocatori, si vede che con i ragazzi che allena ha grande sintonia, che lo seguono. Questo perché ha grandi doti umane. Ma soprattutto capisce, eccome, di calcio».

UN TECNICO GIÀ IN CAMPO NEL 2010 – «E già allora, quando giocava, si capiva che poteva fare l’allenatore. Vedeva il gioco, sapeva capire le situazioni e i momenti della partita, era già un tecnico».

MILAN E NAPOLI – «Il Milan ha una rosa di livello inferiore rispetto ai nerazzurri, il Napoli ha un ottimo organico ma è discontinuo. Vediamo come si comporteranno nel resto della stagione, ora ci sono anche le coppe che incideranno notevolmente sulla fatica, ma sono sicuro che l’Inter abbia qualcosa in più delle sue avversarie e che alla fine vincerà il campionato. Lo penso. E soprattutto lo spero».

ROMA E INTER – «Ho giocato anche nella Roma, ho passato anni bellissimi nella capitale e per me anche quella squadra è speciale, la seguo con affetto e sono contento che stia facendo bene. Ma l’Inter è qualcosa di diverso, indimenticabile, è un grande amore».

LA PASSIONE PER IL GIOCO – «Ho giocato anche in serie D prima di ritirarmi, amo le partite, le sensazioni che danno, amo il calcio. Anche se ora è molto cambiato».

IL CAMBIAMENTO DEI GIOCATORI – «Non c’è più l’Inter di Maicon, il Milan di Kakà. Non è cambiato solo il calcio, sono proprio cambiati i giocatori. Oggi serve il fisico, c’è bisogno di muscoli e corsa. Si cercano sempre meno la qualità e il talento».

MENO TALENTO OVUNQUE – «Non soltanto in Italia. Ovunque. Oggi si chiede e si cerca la forza. C’è meno talento, pochissimi fanno eccezione. Non è peggio o meglio. È diverso, è cambiato. Ma non è un problema vostro o solo vostro. Il calcio italiano resta vivo e bellissimo. Sperando sempre che alla fine vinca l’Inter».

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