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Audero, che paura! Il petardo costa caro anche al tifoso: e ora la curva dell’Inter rischia la mazzata!

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Audero, che paura! Il petardo costa caro anche al tifoso: e ora la curva dell’Inter rischia la mazzata! Cos’è successo allo Zini e le possibili sanzioni

Cremonese-Inter, follia allo Zini: petardo su Audero, il colpevole perde tre dita. I rischi per la Nord

CREMONESE INTER – Paura per l’ex portiere nerazzurro: colpito, resta in campo ed evita il ko a tavolino. Tifoso ferito gravemente, Marotta condanna il gesto.

Un boato sordo ha squarciato il pomeriggio dello Stadio Zini, trasformando una domenica di calcio in attimi di puro terrore. Durante la ripresa della sfida tra Cremonese e Inter, un potente petardo lanciato dal settore ospiti è esploso a pochi passi da Emil Audero, portiere dei Grigiorossi ed ex della gara. Come ricostruito dettagliatamente dalle colonne de La Gazzetta dello Sport, l’estremo difensore è crollato a terra, stordito dall’onda d’urto e avvolto da un fumo denso, mentre compagni e avversari, tra cui il laterale Federico Dimarco e il capitano Lautaro Martinez, accorrevano preoccupati per sincerarsi delle sue condizioni. Anche Cristian Chivu, presente a bordo campo, si è mosso per provare a calmare gli animi di una curva in preda al delirio.

Il salvataggio del risultato

L’episodio poteva costare carissimo al club di Viale della Liberazione: se Audero, ferito a una coscia e visibilmente frastornato, avesse chiesto il cambio, la partita si sarebbe tramutata automaticamente in un 3-0 a tavolino per i padroni di casa. Invece, dimostrando una professionalità rara e grande attaccamento ai valori dello sport, il classe 1997 ha scelto di restare in campo, permettendo l’omologazione dello 0-2 maturato sul terreno di gioco. Un gesto di grande “stile” lodato da tutti, a partire da Davide Nicola, tecnico dei lombardi:

UOMO VERO – «L’episodio si commenta da solo. Non sono il giudice di nessuno ma è davvero sgradevole vedere ancora certe scene. È successo qui ma poteva succedere altrove. Audero ha dimostrato di essere un uomo vero».

La mano persa e la condanna del club

La “giustizia”, per il responsabile del folle lancio, è arrivata in modo brutale e immediato. Il tifoso interista, individuato rapidamente dalle forze dell’ordine, ha perso tre dita della mano nello scoppio ed è stato ricoverato d’urgenza in ospedale: per lui scatterà inevitabilmente l’arresto. La gravità dell’accaduto ha scosso profondamente la dirigenza meneghina, con il Presidente Beppe Marotta intervenuto duramente per dissociare il club da tali comportamenti:

CONDANNA FERMA – «Vorrei stigmatizzare e condannare quel gesto insulso che non ha nulla a che fare con i nostri valori. Il dispiacere non è solo del club ma anche della stragrande maggioranza dei tifosi. Apprezzo la professionalità di Audero, che è un uomo serio e ha voluto concludere la partita, ma rimane la condanna per un episodio isolato e inaccettabile».

Le sanzioni in arrivo

La squadra, visibilmente scossa — come confermato dal difensore Alessandro Bastoni che ha parlato di “non sentirsela” — ha evitato il consueto saluto sotto il settore ospiti a fine gara. Ora la palla passa alla Giustizia Sportiva: l’Inter eviterà la sconfitta a tavolino solo grazie allo stoicismo di Audero, ma rischia una maxi-multa per responsabilità oggettiva e, scenario molto probabile, la chiusura della Curva Nord di San Siro per una o più partite.

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