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Elezioni FIGC, il dopo Gravina: alleanze, la corsa di Malagò e il rischio commissariamento. Cosa sta succedendo e quali sono i prossimi passi
Elezioni FIGC, cosa succede dopo le dimissioni di Gravina: quali sono i prossimi passi tra la candidatura di Malagò e il rischio commissariamento
Le dimissioni di Gabriele Gravina hanno dato ufficialmente il via alla delicata transizione per eleggere il nuovo vertice della FIGC. Sebbene la campagna elettorale si aprirà formalmente tra 40 giorni, le grandi manovre in vista delle elezioni del 22 giugno sono già entrate nel vivo. Il presidente uscente, infatti, non è affatto fuori dai giochi: mantiene una forte influenza sulle componenti federali e punta a indirizzare la successione, mentre sullo sfondo resiste l’ombra di un intervento d’imperio.
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La strategia di Gravina: da Abete all’alleanza con Malagò
Secondo quanto riportato da La Repubblica, l’intento principale di Gravina sarebbe quello di sponsorizzare Giancarlo Abete, attuale leader della Lega Nazionale Dilettanti. Ad alimentare le mosse dell’ex numero uno federale ci sarebbe un profondo senso di rivalsa nei confronti del Ministro dello Sport Andrea Abodi, colpevole di averne preteso l’addio dopo il fallimento Mondiale.
Per isolare il ministro, Gravina starebbe valutando un clamoroso asse con Giovanni Malagò, a sua volta ai ferri corti con Abodi. Malagò si sta già muovendo per consolidare la propria candidatura in vista della scadenza del 13 maggio: sta dialogando intensamente con i club di Serie A e ha incassato l’aperto sostegno di Aurelio De Laurentiis, che lo ha pubblicamente definito «amico di lunga data». L’obiettivo è arrivare al voto con l’appoggio blindato di Lega A, Dilettanti e calciatori.
Gli outsider in corsa: da Marani all’opzione Albertini
La corsa alla presidenza deve però guardarsi da possibili sorprese. Tra i nomi monitorati spicca quello di Matteo Marani, attuale presidente della Lega Pro. Parallelamente, i calciatori sognano di poter proporre la candidatura di Demetrio Albertini. Per avere reali speranze di successo, però, l’ex centrocampista azzurro necessiterebbe del sostegno decisivo proprio della Lega Dilettanti.
L’ipotesi commissariamento resta sul tavolo
Nonostante le dimissioni abbiano frenato l’emergenza, il commissariamento della Federcalcio rimane una carta a disposizione della politica. Il ministro Abodi ha incassato il “no” dal presidente del CONI Luciano Buonfiglio, ma non ha abbandonato l’idea. Se l’assemblea elettiva dovesse concludersi con un nulla di fatto per mancanza di maggioranze, replicando l’esatto stallo istituzionale post-Svezia del 2018, il governo sarebbe pronto a intervenire in modo netto e definitivo.