Mondiali
Inghilterra Argentina: la divisa è blu, ma il mondo è cambiato da quel 1986
Inghilterra Argentina: dal 1986 al Mondiale 2026, come è cambiata la storia delle due Nazionali
L’Argentina scenderà in campo contro l’Inghilterra indossando la maglia blu, come impone lo status di squadra “fuori casa”. Ma le similitudini con lo storico quarto di finale del 22 giugno 1986 allo stadio Azteca si fermano qui. Quarant’anni fa a Città del Messico, la Selección guidata da Diego Armando Maradona scese in campo con una divisa di fortuna, improvvisata meno di 48 ore prima per evitare il tessuto pesante della seconda maglia ufficiale usata contro l’Uruguay. Erano tempi diversi, in cui le ferite della guerra delle Malvinas erano fresche e alimentavano una profonda avversione geopolitica.
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Come scrive il Corriere dello Sport nel focus dedicato alla seconda semifinale, oggi lo scenario è totalmente differente. Si gioca nel modernissimo Mercedes-Benz Stadium di Atlanta e i rapporti tra i due Paesi sono cambiati, tanto che l’Inghilterra è diventata una meta d’emigrazione molto ambita dagli argentini in cerca di stabilità, compresi i calciatori. Nella rosa del ct Lionel Scaloni figurano infatti ben sei elementi che militano in Premier League, oltre a Julian Alvarez e Nicolás Otamendi che vi hanno militato con successo.
Alvarez carica l’Albiceleste: «Sarà speciale, ma conta solo la finale»
Proprio Julian Alvarez, reduce dallo strepitoso gol del 2-1 contro la Svizzera, ha spento le polemiche alla vigilia del match: «Non so se ci sarà pressione, sarà speciale per tutto quello che sappiamo, ma in fondo è solo una partita. La cosa più importante è che siamo a un passo da un’altra finale di Coppa del Mondo». Il nativo di Cordoba, cresciuto ulteriormente nella sua esperienza all’Atlético Madrid, guiderà l’attacco dal primo minuto.
Le storie incrociate e le contraddizioni politiche
La sfida sarà particolare anche per Alexis Mac Allister, affermatosi in Europa grazie a Brighton e Liverpool. La madre, Silvina Riela, ha espresso profonda gratitudine verso il Paese britannico: «Mia nipote è nata in Inghilterra. Quando tutti canteranno “chi non salta è inglese”, io resterò ferma con lei». Nonostante i tentativi di strumentalizzazione per rendere la contesa più aspra, i toni restano distesi, anche se le dichiarazioni del presidente argentino Javier Milei — dichiaratosi ammiratore di Margaret Thatcher — continuano a far discutere in patria.