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Hanno Detto

Bergomi: «Chivu bravissimo, sa conquistare i giocatori. Lautaro è un capitano vero»

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Beppe Bergomi sorride

L’ex capitano nerazzurro Bergomi: «L’Inter terrà il 3-5-2. Per la Nazionale farei di tutto per convincere Guardiola»

Bandiera dell’Inter, oggi opinionista e commentatore su Sky, Beppe Bergomi ha parlato con Tuttosport.

L’IMPATTO DI CHIVU «Non lo conoscevo benissimo, ma si vedeva che aveva qualcosa. L’estate scorsa l’ex responsabile del settore giovanile dell’Inter, Roberto Samaden, mi ha detto che “Cristian ti entra nel cuore”: era ciò di cui avevano bisogno i nerazzurri. Chivu è stato veramente bravo a fare questo e i due trofei sono lì a dimostrarlo».

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L’UOMO COPERTINA DELLA STAGIONE «Più di tutti direi l’allenatore, che non si è mai lamentato degli infortuni che ci sono stati e ha avuto un modo di comunicare sempre giusto. Poi ci metto Dimarco, che non a caso è stato premiato come miglior giocatore del campionato. Quando hai un terzino che ti fa 18 assist e 7 gol sei destinato a lottare per vincere qualcosa».

LAUTARO «Il suo valore e la sua presenza sono fondamentali. Oltre ai gol, però, contano lo spirito e il senso di appartenenza che è riuscito a trasmettere a tutto il gruppo, da vero capitano».

IL MERCATO «Qualcuno partirà per questioni di età, ma in generale credo sia difficile uscire dal 3-5-2 perché Dimarco è bravo a fare il quinto di centrocampo e Calhanoglu è un regista perfetto con le due mezzali. Servirebbe un trequartista o un attaccante con caratteristiche diverse da quelli a disposizione, un difensore veloce e magari un centrocampista di struttura per competere ad altissimo livello».

LA JUVE «La sua esclusione dalla Champions mi sorprende meno. C’era già stato un cambiamento con Spalletti, che mi ha fatto vedere calcio. Poi nel finale è mancato sia un po’ di carattere che un po’ di qualità, soprattutto in alcune situazioni in cui bisogna migliorare».

LA NAZIONALE «Il talento c’è, serve coraggio per lanciare i ragazzi. Noi del settore giovanile dobbiamo essere bravi a non disperdere questo talento. I criteri di scelta poi devono essere diversi: non privilegiare i ragazzini grandi e grossi o quelli precoci, ma vedere anche la qualità. I talent scout bravi sono quelli che vedono oltre, che hanno una visione».

IL NUOVO CT «Io sarei andato da Guardiola e avrei fatto di tutto per convincerlo. Tutti mi dicono che c’è poco tempo e lui ha bisogno di allenare, ma in questi anni Pep è stato il numero uno per distacco: porterebbe anche qui un cambiamento generale. Se non è possibile arrivare a lui, bisogna puntare su qualcuno in Italia che faccia un percorso almeno di quattro anni e riporti questa Nazionale dove merita».

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