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Hanno Detto

Essien incorona Schjelderup: «Può giocare nei più grandi club del mondo. Lo vedrei bene al Real Madrid»

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Essien sorridente ai sorteggi della Champions League

Essien ha incoronato Schjelderup del Benfica come possibile rinforzo futuro del Real Madrid. Le sue dichiarazioni

Michael Essien, ex centrocampista di Chelsea e Real Madrid (in entrambi i casi allenato da José Mourinho), non lesina elogi nei confronti di Andreas Schjelderup. L’ex mediano ghanese è convinto che l’esterno del Benfica possa imporsi nei “più grandi club del mondo“. In un’intervista rilasciata al quotidiano norvegese ‘VG’, Essien ha ripercorso i tempi in cui i due hanno condiviso l’esperienza in Danimarca, al Nordsjaelland.

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«’Schjelde’ ha assolutamente tutto per fare passi ancora più grandi. Il cielo è il suo unico limite. Può giocare nei più grandi club del mondo. Personalmente, mi piacerebbe moltissimo vederlo al Real Madrid o in un’altra grandissima squadra», ha affermato con profonda convinzione Essien. Curiosamente, i blancos dovrebbero essere allenati a breve proprio da José Mourinho, il quale ha già avuto modo di sottolineare l’evoluzione tattica di Schjelderup nella seconda metà dell’ultima stagione.

I numeri, d’altronde, sono tutti dalla sua parte. Convocato per l’imminente Mondiale, l’esterno di 21 anni ha appena mandato in archivio la migliore annata della sua carriera: 10 gol e 7 assist in 43 presenze complessive col Benfica. Si è messo in grande evidenza in Champions League, con una splendida doppietta proprio contro il Real Madrid, e ha trovato il primo gol con la nazionale maggiore norvegese nell’amichevole di preparazione contro l’Olanda. Una crescita esponenziale certificata anche dall’ultimo aggiornamento di ‘Transfermarkt‘: Schjelderup è ora il giocatore più prezioso delle Aquile, con una valutazione di mercato schizzata da 20 a 30 milioni di euro.

Per Essien, oggi 43enne, non è affatto una sorpresa: «Guardo le partite del Benfica ogni volta che posso. Quando Andreas porta palla, sembra quasi essere più veloce con la sfera tra i piedi rispetto a quando corre senza. Non ci sono molti giocatori in circolazione con questa caratteristica. Quando accelera, fermarlo è difficilissimo».

Sembrano ormai lontani i tempi in cui quel ragazzino lasciava Bodo per il Nordsjaelland. «Quando ha compiuto 18 anni, si è trasferito nel mio stesso complesso di appartamenti. Ogni volta che avevo bisogno di una mano con il cane, lui era sempre disponibile. Queste piccole cose quotidiane fanno avvicinare le persone. Abbiamo creato un legame fortissimo», ricorda con affetto Essien, all’epoca allenatore per lo sviluppo individuale nel club danese.

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