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Andrea Bocelli: «La crisi della Nazionale diventi uno spunto di riflessione. Inter, che continuità con Chivu!»

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Il Maestro canterà oggi allo stadio Azteca prima della partita. «Spero che la gioia di un Mondiale possa restare per un po’ di tempo. L’Italia punti sui giovani»

Andrea Bocelli stasera si esibirà allo stadio Azteca prima del match inaugurale del Mondiale. Grande appassionato di calcio, tifoso interista, il cantante si è raccontato a La Gazzetta dello Sport.

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NELLE TUE MANI «È una pagina che amo, la versione che proposi nel mio album “Cinema” del tema che il grande Hans Zimmer scrisse per il finale de “Il Gladiatore”. L’ho scelta perché in quelle note ho sempre sentito qualcosa che mi commuove anche nello sport, il coraggio di chi non si arrende quando la sorte gli volta le spalle e fa di una caduta il punto da cui ripartire».

LA CRISI DELL’ITALIA «Credo che la ripresa cominci prima nella testa che sul campo. Sarebbe bello se questa sconfitta ci spingesse a sentirci affratellati e orgogliosi del nostro Paese anche quando la Nazionale non brilla. Un sano patriottismo è un investimento a lungo raggio, per costruire in futuro una squadra capace di vincere. Poi vengono le cose concrete, il tempo, la continuità, la fiducia nei giovani e una direzione stabile».

L’INTER «Vincere lo scudetto con tre giornate d’anticipo e poi la Coppa Italia è stato un dono che ho vissuto con grande gioia. Di questa squadra mi ha sorpreso la continuità: ha tenuto lo stesso ritmo per tutta la stagione, senza perdersi quando le cose si sono complicate. Dietro c’è una solidità che viene dal gruppo e dal lavoro di tutti i giorni, e non sono cose che si improvvisano».

CHIVU É STATO IMPORTANTE «Moltissimo. A stagione in corso dicevo che a Chivu si doveva dare tempo e che non gli si potevano chiedere miracoli; lui ha fatto molto di più, vincendo al primo tentativo, da uomo che quella maglia l’ha onorata anche da giocatore, nell’anno del Triplete. Ha unito autorevolezza e misura e si è visto sul campo».

HA INCONTRATO LA SQUADRA «Semplici e seri, più di quanto talvolta si immagini da fuori. Mi sono fermato un poco con tutti e mi ha colpito la serenità con cui vivevano l’attesa di una finale, e la gentilezza con cui mi hanno accolto».

LA SPERANZA «Auguro a chi scenderà in campo, e a chiunque ci ascolterà portando dentro di sé una prova difficile, di trovare la forza di giocare fino in fondo la propria partita, e di vincerla. E mi auguro che un po’ della gioia condivisa di queste settimane resti con noi anche quando il pallone si sarà fermato».

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