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Calendario Serie A, è polemica! Juventus la più penalizzata dai tempi di recupero, Inter in vetta. Il divario è davvero eloquente…
Calendario Serie A, scoppia la polemica per l’ampia differenza sui tempi di recupero tra le varie partite per diverse squadre. La graduatoria completa
La compilazione dei calendari in Serie A torna al centro delle discussioni, scatenando polemiche sulla gestione delle energie tra campionato e coppe europee. A riaccendere il dibattito è stata la scelta di collocare il match tra Juventus e Venezia nella serata di lunedì 23 novembre. Lo slittamento è stato stabilito per scongiurare la contemporaneità con la finale delle ATP Finals di tennis a Torino, prevista per domenica 22 novembre. Questa variazione costringerà tuttavia la formazione bianconera a un impegno ravvicinato, considerando il successivo appuntamento di Europa League fissato per il giovedì seguente.
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il divario nelle ore di riposo dopo le coppe
Analizzando le ore di intervallo tra gli impegni di campionato e le prime quattro giornate delle competizioni UEFA (nel periodo compreso tra settembre e inizio novembre), emergono marcate difformità tra i principali club italiani. Nella gestione del riposo successivo alle serate europee, l’Inter beneficia del quadro più favorevole, mentre il club bianconero risulta il più penalizzato dal calendario.
Analizzando le sole ore di recupero al termine delle sfide internazionali, la differenza appare netta:
- Inter: 441 ore e 15 minuti complessive dopo le gare di Champions League.
- Milan: 307 ore totali al termine dei match di Europa League.
- Juventus: appena 283 ore e 45 minuti a disposizione per recuperare.
La graduatoria totale delle ore di intervallo
La forbice tra le contendenti si conferma evidente osservando la classifica generale dei tempi di sosta tra una partita e l’altra nell’intero blocco autunnale:
- Inter: 762 ore e 30 minuti
- Como: 725 ore e 45 minuti
- Milan: 719 ore e 45 minuti
- Roma: 702 ore
- Napoli: 685 ore
- Juventus: 666 ore e 30 minuti
Le conseguenze sulla gestione della rosa di Spalletti
I dati quantificano una differenza superiore alle 95 ore complessive di riposo tra la vetta e il fondo di questa speciale graduatoria. Per la squadra guidata da Luciano Spalletti, il conteggio ridotto delle soste impone la necessità di gestire con cautela le rotazioni degli uomini per prevenire infortuni, rappresentando un fattore dinamico che rischia di incidere sull’andamento delle gare sul campo.