L’ex centrocampista di Roma e Inter Nainggolan ha analizzato la sfida dell’Olimpico soffermandosi sul momento delle due squadre, sul possibile ruolo decisivo di Paulo Dybala e sul suo rapporto speciale con la capitale
Radja Nainggolan torna a parlare di una sfida che ha segnato una parte importante della sua carriera. L’ex centrocampista belga, protagonista con entrambe le maglie, ha raccontato a La Gazzetta dello Sport le sue sensazioni in vista di Roma-Inter, gara nella quale ha messo a confronto il valore delle due squadre e il percorso intrapreso dalla formazione giallorossa con Gian Piero Gasperini.
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Radja, come vivi l’attesa per una partita come Roma-Inter?
«La sensazione di uno che vorrebbe ancora giocarla, una partita così. E forse potrebbe».
Quando dici che potresti ancora scendere in campo, cosa intendi?
«Nel senso che il calcio sta diventando sempre più facile, per regolamento e livello. Io sono ancora in forma, mi piacerebbe esserci: sono stato all’Olimpico per Roma-Fiorentina, accidenti se mi prendeva la voglia di infilarmi le scarpette».
Che tipo di gara ti aspetti tra giallorossi e nerazzurri?
«Bella, tosta, tra due squadre che amano il calcio propositivo. L’Inter resta più forte, non ha rivali per organico in Italia, ma la Roma ha raggiunto una sua stabilità e una sua identità con Gasperini. Spero che non risenta della pressione in una serata complicata, in cui tutto è possibile. Dybala può essere l’ago della bilancia».
Il tuo pronostico è condizionato anche dal legame con la Roma?
«Normale. Perché a Roma ho lasciato il cuore, con tutto il rispetto per l’Inter: Roma è il posto dove ho potuto esprimermi al massimo. Non me ne sarei mai andato».
C’è qualcosa che avresti voluto vivere diversamente nella tua esperienza romanista?
«Pochi. Diciamo che è un peccato non aver vinto nulla con la Roma. Purtroppo trovammo sulla nostra strada una Juve imbattibile, mentre noi dovevamo vendere ogni estate i calciatori più richiesti per rimettere a posto i conti».