Di Canio applaude l’Italia e Bastoni: «Mi piacciono i giocatori spavaldi che fanno i fatti»
Calcio italiano

Di Canio applaude l’Italia e Bastoni: «Mi piacciono i giocatori spavaldi che fanno i fatti»

L’ex attaccante ha analizzato a Sky Sport il pareggio degli Azzurri contro la Francia, soffermandosi su Mancini, Dimarco e sul riscatto del difensore dell’Inter

L’Italia esce da Parigi con un pareggio prezioso e convincente contro la Francia. L’1-1 maturato contro la squadra di Zinedine Zidane rappresenta un segnale importante per il percorso degli Azzurri, capaci di reagire dopo lo svantaggio e di trovare il pari con Alessandro Bastoni.

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Il difensore dell’Inter, ancora decisivo dopo il gol contro la Turchia, sta ricostruendo la propria immagine in Nazionale dopo le critiche ricevute negli ultimi mesi. Un riscatto notato anche da Paolo Di Canio, che dagli studi di Sky Sport ha analizzato la prova dell’Italia e l’atteggiamento del centrale azzurro.

LE CRITICHE A MANCINI – «Al netto di tutti i momenti che ci sono stati, io faccio una fotografia di due pezzi di due partite: il primo tempo in Turchia con una squadra alla portata in cui abbiamo dominato e il primo tempo con la Francia dove devi accettare il possesso degli altri e la qualità maggiore degli altri. Questo è il mix perfetto per far sì che questa squadra possa tornare competitiva. Mancini? Le critiche l’hanno toccato: lui all’inizio con le dichiarazioni ha esagerato ma è intelligente, sa che se non arrivano i risultati lui pagherà doppio».

Di Canio si è poi soffermato anche su Federico Dimarco, analizzando il suo possibile utilizzo da terzino nella linea difensiva dell’Italia.

IL RUOLO DI DIMARCO – «I giocatori stanno onorando al massimo la maglia azzurra. Io Dimarco non lo vedo come quarto base: ha la gamba, ma comincia ad avere un’età e spesso quando strappa tanto rischia di farsi male. Non è facile metterlo lì e farlo rendere come all’Inter: questo non vuol dire non debba starci, ma Mancini deve trovare soluzioni.

Non guardiamo solo l’atto finale, nel mentre devi anche collaborare: l’alternanza deve avere dei meccanismi e un grado di tecnica e fantasia in movimento che è diverso che arrivare in volata come fa nell’Inter».

Il passaggio più forte dell’intervento riguarda però Bastoni, protagonista del gol del pareggio e indicato da Di Canio come esempio di personalità accompagnata dai fatti.

BASTONI E LA PERSONALITÀ AZZURRA – «Bastoni? Non hanno avuto molto da fare come centrali, non c’era un dirimpettaio come Pio Esposito: però sono stati molto applicati, attenti e puntuali. Il fatto che non siano arrivate palle goal facili significa che c’è stata grande compattezza.

La conferenza stampa un po’ spavalda di Bastoni mi è piaciuta, tanto che con la Francia fa i fatti: lui non c’entra niente nella posizione del gol, lì deve esserci un centrocampista. Invece lui arriva cattivo e poi fa gol: lucido, attento e a me piacciono i giocatori spavaldi che fanno i fatti. Ci sono due possibilità: o fai lo spavaldo e sei un cog…e oppure sei spavaldo e mi piaci perché fai i fatti. Lui li sta facendo.

Non bisogna più guardare alla Bosnia: ti deve pesare ma tu con personalità te lo fai scivolare addosso ed è un qualcosa che ti dia motivazioni. Aiuta un allenatore ritrovato che ha credibilità».

Le parole di Di Canio fotografano il momento dell’Italia: una squadra ancora in costruzione, ma capace di mandare segnali di crescita importanti. Il pari contro la Francia rafforza la fiducia nel gruppo di Mancini, mentre Bastoni conferma di essere tornato centrale nel progetto azzurro.

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