Zola ammette: «Quando giocavo io la Nazionale era la massima aspirazione, ora l’ambizione di molti è giocare partite importanti di Champions anche per i soldi! In Italia manca talento? Rispondo così»
Calcio italiano

Zola ammette: «Quando giocavo io la Nazionale era la massima aspirazione, ora l’ambizione è giocare partite importanti anche per i soldi! In Italia manca talento? Rispondo così»

Gianfranco Zola ha rilasciato un’intervista, nella quale ha parlato dei problemi che attanagliano il calcio italiano. Le sue dichiarazioni

Gianfranco Zola, oggi coordinatore delle attività giovanili per il Club Italia, traccia un bilancio lucido sullo stato di salute del calcio italiano e sull’evoluzione del rapporto tra i calciatori e la maglia azzurra a La Gazzetta dello Sport. L’ex stella di Chelsea, Parma e Cagliari sottolinea come sia mutata la percezione della Nazionale rispetto ai suoi anni da protagonista in campo, in un contesto internazionale condizionato dal peso economico delle competizioni per club:

“Quando giocavo io vestire la maglia azzurra era la massima aspirazione per un calciatore, ora mi rendo conto che le cose sono cambiate. L’ambizione di molti è giocare partite importanti di Champions, anche per i soldi e l’aspetto economico che ne deriva. Io però rimango vecchio stampo: la Nazionale deve rimanere la massima aspirazione. Giocare un Mondiale o un Europeo con la maglia del tuo Paese è la cosa più bella che ti possa capitare”

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I vivai e l’attività di base: la sfida per far crescere il movimento

L’impegno dirigenziale dell’ex fantasista è concentrato sul potenziamento dei settori giovanili e in particolare sulla fascia compresa tra i 5 e i 14 anni. Sebbene il movimento nostrano mantenga standard competitivi, il confronto con le principali realtà estere impone nuove strategie di crescita per la FIGC:

“Si parlava di settore giovanile, in particolare il focus era sull’attività di base, ragazzi dai 5 ai 14 anni. Stiamo discutendo con le varie componenti che ci sono in Italia per capire come e dove migliorare. Come vivaio andiamo abbastanza bene, abbiamo un ottimo ranking, ci sono però nazioni che stanno facendo veramente molto bene. E meglio di noi”

L’obiettivo dichiarato resta quello di “Alzare l’asticella. Però non sarà semplice perché la nostra asticella, come dico sempre, è posta in alto. E questo significa che migliorarsi non è semplice”

La carenza di fuoriclasse e la necessità di investire sui giovani

Analizzando la qualità complessiva a disposizione del movimento azzurro, Magic Box rileva una fisiologica scarsità di elementi dotati di quella genialità che caratterizzava i campioni del passato come Totti, Del Piero e Baggio:

“Sicuramente è un periodo un po’ così, in termini di qualità assoluta non stiamo vivendo un momento brillantissimo. Abbiamo buoni giocatori, però non straordinari tipo Totti, Del Piero e Baggio, gente che risolveva le partite. Cosa possiamo fare? Sicuramente migliorare quello che già facciamo bene, tipo a livello di settore giovanile: come detto prima, lì non lavoriamo male”

Per superare questo momento, secondo Zola diventa fondamentale che il sistema calcistico italiano dimostri una maggiore fiducia verso i calciatori in rampa di lancio:

“Servirebbe più coraggio coi nostri ragazzi, immaginare cosa potranno dare in prospettiva e non solo nell’immediato. Per quanto bravo, un giovane a 18 anni non è ancora ‘completo’. Il nostro compito è quello di fargli fare il miglior percorso possibile”

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