Luciano Spalletti, allenatore della Juve, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match di Europa League contro il Celta Vigo
La Juve riparte in Europa League per scacciare via i malumori post Cagliari: dopo la vittoria per 5-0 contro il NEC, ora i bianconeri affronteranno in trasferta il Celta Vigo.
Nel giorno di vigilia, mercoledì 14 ottobre, Luciano Spalletti parla conferenza stampa alle 18.50 per presentare il match davanti ai media.
LA CONFERENZA STAMPA DI CONCEICAO ALLA VIGILIA DI CELTA VIGO JUVE
CREDONO ALLA VITTORIA DELL’EUROPA LEAGUE – «Questa competizione ci dà la possibilità di allargare la conoscenza della rosa. Qualche calciatore nuovo dall’ultima formazione devo farlo giocare, devo far recuperare qualcuno a due giorni dalla partita successiva. Ci fa crescere, fare nuove conoscenze e lavorare in maniera profonda sulla rosa, facendo un percorso differente a livello europeo per prenderci qualità e caratteristiche. La affrontiamo come qualsiasi cosa, essendo chi siamo dobbiamo affrontare tutte le situazioni per arrivare più in alto possibile. Questo non ci crea tensioni, problemi. In questa competizione, una Champions 2, ci sono squadre che han perso di poco la qualificazione. Hanno potenziale, rosa, come quella di domani sera. A Giraldez, che è molto giovane, si fanno i complimenti: sa mettere in campo una squadra con qualità, esperienza. San benissimo stare in campo in entrambe le fasi. Non ci sarà la possibilità di concedere dentro la partita momenti dove ci facciamo trovare più deboli altrimenti li sfrutterebbero. Bisogna essere di livello, dobbiamo pretendere per quello che siamo, per chi è nel nostro club essere una squadra di livello».
ROTAZIONI DOMANI? – «È fondamentale dover cambiare. Abbiamo una rosa forte, non abbiamo 11 titolari. Gatti merita di giocare per quanto fatto vedere nello spazio che gli è stato dato. Woltemade domani sera sarà usato perché è una cosa regolare. È corretto fare così e ne abbiamo bisogno per far rifiatare la squadra. Non è solo una settimana da 3 partite, ma l’addizione di un periodo. Come fai ad arrivare in fondo? C’è accumulo di roba sui muscoli».
UN DETTAGLIO DA MIGLIORARE? – «Non siamo abbastanza feroci quando la partita ci mette davanti all’occasione che può far cambiare tutto. Quando arriva quell’attimo non dobbiamo indugiare, dobbiamo pretendere la soluzione di quell’attimo lì. In questi attimi si andrà a portare a casa molti risultati delle partite. Non siamo in quella situazione lì abbastanza avvelenati».
L’ESSERE FEROCI SI PUO’ ALLENARE? – «Dopo una partita, il giorno dopo si fanno analisi e riassunti per parlare in modo corretto di ciò che è avvenuto e cosa vogliamo andare a prendere. Si preparano cose da dire ed è anche alla base del lavoro settimanale. Poi si mettono quelle cose lì in allenamento. Poi vanno ad aiutare nell’apprendimento, vanno a suonare la campanella della sveglia in questa cosa qui. La partita ha raccontato questo, ciò di cui andiamo a parlare dice questo. Poi c’è un confronto dove i nostri giocatori dicono la loro impressione, come essere aperti a imparare sempre tutto da tutti. Quello fa la differenza. Chi smette di imparare si ripete e fa le stesse cose, chi invece mette qualcosa in più e va a esplorare qualcosa di nuovo lo fa crescere».
GLI MANCA IN CARRIERA ARRIVARE IN FONDO IN EUROPA? – «Mi manca quello e anche altre cose… Sono diverse le cose che voglio andare a prendere ancora. Sono fatto un po’ così, devo andare a difendere ciò che portiamo avanti, far riconoscere situazioni nuove e tentare per l’importanza della maglia che indossiamo di misurarsi contro squadra che hanno la nostra stessa storia. Farò di tutto per questo di arrivare più in fondo possibile. Indirizzeremo l’intensità e l’efficacia della squadra verso gli obiettivi finali, noi bisogna giocare a carte scoperte per vincere le partite e arrivare in fondo a questa competizione. Non dobbiamo poi fare confusione, dobbiamo essere bravi a gestire le fatiche di questi risultati».
SQUALIFICA DEL GIUDICE SPORTIVO – «La accetto, hanno deciso così. Se si è data quell’impressione alla loro interpretazione va bene. Io non ho fatto niente, niente, niente, niente. Chi ha parlato di schiaffo ha detto una cosa falsissima. Poi è tutto molto semplice: vi ringrazio di avermi governato in questi 2 giorni qui perché mi nutro di queste situazioni così. Quando suona la campanellina della battaglia io entro in modalità battaglia. Serve a dare efficacia, voglio trasferirla alla squadra, che poi deve essere pronta a pretendere rispetto per la storia che dobbiamo andare a vivere insieme. La squadra saprà come comportarsi in campo anche senza di me in panchina, abbiamo calciatori che sanno molto dello sviluppo della partita. Poi i miei collaboratori sono assolutamente del mio livello. Sicuramente faranno meglio di me».
SEGNALE DALLE DUE SCONFITTE DI IERI IN CHAMPIONS – «Quanto successo ieri sera è una cosa che può accadere. Dalle interviste mi è sembrato che siano venute fuori queste analisi, mantenere il livello di squadra sempre compatto, unito, sapendo gestire mentalmente il ritmo della gara tutti insieme. Ma si son giocate solo due partite di Champions, quanto venuto fuori oggi mi sembra tutto esagerato. È una partita, un episodio, fare subito calcoli di fine competizione…Son tutte conoscenze, squadre come Inter e Napoli sapranno trovare contromisure per qualificarsi. Poi le stesse difficoltà che han trovato loro ieri sono le stesse che potremo trovare domani».
LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI SPALLETTI ALLA VIGILIA DI CELTA VIGO JUVE