Cristiano Ronaldo ha annunciato l’addio alla Nazionale portoghese. Ecco la lunga lettera del suo ritiro dagli impegni internazionali
Si chiude una pagina monumentale nella storia del calcio internazionale. Cristiano Ronaldo ha annunciato ufficialmente il proprio addio alla Nazionale portoghese, ponendo fine a un percorso durato oltre due decenni. La decisione è stata comunicata direttamente attraverso i propri canali social, dove ha voluto condividere una lettera accorata e densa di gratitudine rivolta all’intero popolo lusitano e ai milioni di tifosi che ne hanno accompagnato le gesta sul campo.
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L’annuncio e il passaggio di testimone alla nuova generazione
Il messaggio si è aperto con le motivazioni profonde di un distacco ponderato, incentrato sulla volontà di consegnare la propria storica eredità alle nuove leve:
«A tutti i portoghesi, è giunto il momento di restituire la maglia numero 7 alla Nazionale. Non ho mai sentito che appartenesse esclusivamente a me, ma per 23 anni ho avuto il privilegio e la responsabilità di difenderla e portarla con me sul campo e in giro per il mondo. Oggi è arrivato il momento di tramandarla alla generazione futura. Non è stata una decisione facile perché non è stata presa solo con la testa ma anche con il cuore».
Un legame viscerale iniziato nel 2003: oltre il calcio giocato
Ripercorrendo le tappe di una carriera ineguagliabile per longevità e rendimento, Cristiano Ronaldo ha sottolineato il valore sociale e umano del suo impegno con la rappresentativa lusitana, iniziato nell’ormai lontano 2003:
«Il viaggio iniziato nel 2003 ha cambiato la mia vita per sempre è arrivato alla fine. Quando mi guardo indietro non vedo solo le partite, gol, record e trofei. Vedo le persone, i portoghesi che vivono all’estero e che per 90 minuti si sentono un po’ più vicino a casa. Vedo i milioni di tifosi che non ho mai conosciuto personalmente ma sono diventati parte della mia vita perché, alla fine, il calcio è più di uno sport».
L’eredità di una leggenda e le notti indimenticabili
La lettera si è conclusa con il ricordo dell’approccio agonistico e dell’attaccamento viscerale che hanno contrassegnato ogni singola presenza:
«Attraverso la mia carriera in nazionale mi sono sempre spinto oltre i limiti fisici. Ho voluto vincere, essere il migliore e fare la storia. Ho sempre pensato che potessimo andare avanti e ho dato tutto per questa maglia. Ci sono state notti speciali e che non dimenticherò mai».
Con l’addio di Cristiano Ronaldo, il Portogallo volta pagina dopo 23 anni di primati, trionfi memorabili e una leadership che ha riscritto gli annali dello sport mondiale.