Palermo, Zamparini: «Salvezza? Temo gli intrallazzi» - Calcio News 24
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2013

Palermo, Zamparini: «Salvezza? Temo gli intrallazzi»

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PALERMO ZAMPARINI – Ritrova il sorriso Maurizio Zamparini dopo l’inversione di rotta del Palermo, tornato in corsa per la salvezza e nuovamente vivo grazie alla “cura” Sannino. Intervistato dal Corriere dello Sport, il presidente rosanero ha parlato della missione permanenza, chiedendo lealtà a tutte le squadre: «Sarà una bella battaglia. Spero solo che sia leale. Vorrei che non accadesse quello che spesso è avvenuto nelle ultime partite di campionato. Mi auguro che la Figc vigili attentamente, su tutte le gare non solo su quelle che riguardano il Palermo. Purtroppo non siamo cambiati, siamo sempre gli stessi. E’ la nostra radicata cultura impastata di furbizia. Ma è una cosa che non riguarda solo lo sport, coinvolge anche la politica. La Juve ha dato una mano a se stessa, non a noi. E’ evidente che ora anche il Torino deve preoccuparsi della sua classifica. Noi, per quanto ci riguarda, stiamo attraversando una fase felice, undici punti in cinque partite. Ce la possiamo giocare, sino alla fine. Risultati utili? Quei pareggi sono inevitabili. Si è tutti e due, che so, a trentanove punti, con un pari si arriva a quaranta facendo calare la parola fine sugli affanni stagionali. Quello è un calcolo normale. Mi riferisco ad altro. Ma sì. A quegli accordi in base ai quali io oggi mi prendo i tre punti perché poi ci sarà qualcun altro che la domenica successiva li darà a te. Insomma, mi preoccupano, come dire, le martingale, oggi a me e domani a te».

Zamparini ha poi parlato di Sannino e di cosa sia cambiato con il suo ritorno: «Ha portato una nuova voglia di lottare, di combattere, ha portato la consapevolezza che con il lavoro si possano raggiungere i risultati, ha rigenerato i calciatori, gente come Ilicic o Hernandez. Questa squadra, per qualità, non dovrebbe essere in quella situazione di classifica. Purtroppo, a causa di una serie di errori ci ritroviamo a lottare per la salvezza. Sono convinto che ce la faremo. Ma se non dovessimo farcela, lavoreremo per ritornare immediatamente in A, il prossimo anno. La rinuncia a Perinetti e Sannino, quello è stato il mio errore più grande. E poi una serie di coincidenze sfortunate. Dopo i primi risultati negativi pensavo che Sannino fosse andato un po’ nel pallone. Per i risultati ottenuti in passato non perché lo conoscessi, avevo una grande considerazione di Gasperini. Poi, sull’onda dei risultati, ho avvertito il bisogno di mettere qualcun altro al suo posto. Avrei potuto richiamare Sannino, invece, ho preso Malesani, una grande persona, ma la situazione non è cambiata. Sì, ho fatto tanti errori ma dagli errori si impara. Devo fare maggiore attenzione a chi mi dà consigli, che devo meditare di più sulle scelte. Però i giudizi vengono orientati dai risultati. Quando mandai via Baldini e chiamai Guidolin, arrivammo primi e salimmo in serie A. In quel momento ero uno scienziato. Poi le cose vanno male e finisci per essere il solito str… Ma non sono un masochista, gli errori li ho commessi perché pensavo di fare meglio».

E sarà conferma per l’allenatore del Palermo, già al lavoro per il prossimo anno: «Sono confermati sia Sannino che Perinetti. Stiamo già lavorando sul prossimo anno, stiamo predisponendo due progetti, un piano A se ci salviamo e un piano B se retrocediamo. Indipendentemente dalla categoria, costruiremo squadre competitive, ambiziose, capaci di risvegliare la passione della tifoseria perché una città come Palermo non si può accontentare di ottomila abbonati ma deve poter contare su ventimila abbonati. Diciamo che i tifosi sono stati delusi dalle mie scelte e io dalle loro risposte. Tutti i nostri stadi, comunque, sono semi vuoti. Il fatto è che bisognerebbe fare come in Inghilterra dove la Tv non trasmette tutte le partite. Purtroppo la situazione italiana è incivile. Per andare allo stadio un tifoso deve presentare il curriculum, deve sottoporsi a un paio di controlli. Pisanu e Maroni hanno distrutto il calcio».

Chi temere per la salvezza, chi temere nella Juventus? Nessuno, secondo Zamparini, che però una paura ce l’ha: «Non temo nessuno. Noi dobbiamo solo pensare al nostro campionato, alla nostra strada. Temo gli intrallazzi. Se temo la Juventus? No. Ripeto: il mio timore riguarda solo gli intrallazzi».