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2012

Torino, Ventura: “Allenare il Toro è stata una libidine”

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Ventura non può che essere felice dopo la promozione del suo Torino in Serie A. Se a caldo le sensazioni si confondo, il day after si può analizzare tutta la corsa della squadra, che ha portato a questo grande successo:  “Abbiamo fatto un lavoro incredibile. I ragazzi si sono messi subito in discussione e hanno centrato un risultato per nulla scontato. La festa? E’ proseguita in un locale con il presidente Cairo scatenato. -esordisce a Tuttosport Ventura- C’è stata tanta sofferenza negli ultimi anni perchè vincere a Torino non è come vincere da altre parti. Siamo partiti tra lo scetticismo generale ed è stato fatto un grande lavoro, soprattutto da parte dei giocatori che si sono messi subito in discussione. Noi abbiamo voluto ritirare fuori le bandiere dai nostri cassetti. Ora il problema è non farle riporre di nuovo. Avevamo due obiettivi: tornare n A e ridare entusiasmo al popolo granata. C’erano tre anni da cancellare, soprattutto nella testa della vecchia guardia. I nuovi si sono trovati nella situazione imbarazzante di ritrovarsi ai nastri di partenza con 5mila persone arrabbiate al Sisport. Non è stato facile ma alla lunga siamo riusciti a trasformare i giocatori del Torino in giocatori “da” Torino».

Ventura spiega anche cosa lo ha portato ad accettare questa sfida: “Non ero alla ricerca di un contratto economico ricco ma di un’avventura emozionante, da libidine. Allenare il Toro è stato diverso che allenare il Bari anche perchè in granata sono ripartito dalla B. I ragazzi si sono messi in discussione da subito e gliene va dato atto. Noi abbiamo sofferto molto quest’anno le pressioni. Abbiamo superato un mare di problematiche di ordine psicologico e non tecnico-tattico. In questo ambiente c’è tantissima pressione e quindi questi ragazzi hanno ottenuto veramente un grandissimo risultato.”

Parole dedicate anche alla corsa dell’altra promossa, il Pescara: “Zeman?Ha giocato un calcio godibile, il Pescara ha fatto un campionato incredibile. E’ stato questo uno dei segreti del successo di questa stagione. “
Infine i suoi uomini: “Si può essere un protagonista anche giocando meno, una fetta di questa promozione è anche di Bianchi. Meggiorini resta? E’ arrivato a Torino tra lo scetticismo generale e ha dato tante risposte sul campo, non tanto per i gol che ha fatto ma per il cuore che ci ha messo e credo che il fatto che lo stadio gli abbia riservato una sorta di standing ovation nelle ultime gare, credo che sia pronto per togliersi qualche soddisfazione anche in A”

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