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2015

Eder: «Calo normale, restiamo sereni»

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eder azione sampdoria febbraio 2015 ifa

E sul futuro: «A fine carriera tornerò in Brasile»

Diventato uno dei senatori della Sampdoria, Eder ha svelato un retroscena “mistico” sulla sua esplosione: «Gennaio 2012, ero appena arrivato qui. Mister Iachini e il nostro team manager, Giorgio Ajazzone, mi invitarono con loro a visitare il Santuario della Madonna della Guardia. Un fascino incredibile, anche perché sono cattolico. Ora salgo lassù una volta ogni due settimane, con la famiglia», ha raccontato Eder, che, come riportato da La Gazzetta dello Sport, scalpita in vista del derby: «Impossibile dimenticare lo spettacolo. Dal pullman, quando arrivi al Ferraris, vedi coppie di ragazzi in motorino, uno con il casco della Samp e l’altro con i colori del Genoa. In nessun altro luogo accade una cosa simile. Dovremo onorarlo anche in campo».

TRA PASSATO E FUTURO – L’attaccante brasiliano vive con semplicità il calcio, che è come riso con i fagioli: «Significa parlare di un pallone senza tensioni. Quando la gara finisce, stop. Io non porto mai il calcio a casa, nel bene e nel male». A proposito di casa, Eder ha rivelato di voler tornare in Brasile in futuro: «Torno in Brasile due mesi all’anno. Sono partito giovanissimo, destinazione Italia, ma a fine carriera credo che tornerò là». Ma l’attaccante blucerchiato ha gettato uno sguardo al passato, un pellegrinaggio in provincia: «Io credo che debba parlare solo il campo. Se la squadra più piccola s’è guadagnata il diritto di essere promossa, è giusto che salga di categoria. Conosco bene la realtà di Frosinone. Lì, come altrove, hanno fatto grandi sforzi economici per arrivare in alto», ha spiegato, riferendosi al caso Lotito.

IL CAMMINO – La sconfitta con il Chievo Verona non toglie il sorriso a Eder: «Abbiamo perso 4 gare dopo 23 giornate, siamo in una posizione di classifica che nessuno si sarebbe aspettato ad inizio stagione. Il mister è sereno, siamo consapevoli della nostra forza. Un calo di due o tre gare può essere messo in preventivo, ma non so se sia imputabile al mercato». E allontana l’Europa dall’orizzonte: «Ne riparliamo nelle ultime quattro giornate, se la classifica dovesse essere ancora questa. Restiamo sereni: io parlo poco, un po’ di più in campo quando mi arrabbio. Certo, avverto la responsabilità, ma l’atmosfera è bellissima. Rivalità sì, ma soprattutto rispetto». 

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