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Abodi chiaro: «Prossimo presidente FIGC? Serve sintonia, altrimenti l’esperienza con la Bosnia…»

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Andrea Abodi

Abodi chiaro: «Prossimo presidente FIGC? Serve sintonia, altrimenti l’esperienza con la Bosnia…». Le parole del Ministro dello Sport

Il ministro per lo Sport Andrea Abodi, intervenendo al Luiss Sport Forum di Roma, ha collegato il futuro della FIGC alla capacità delle diverse componenti del calcio italiano di collaborare davvero. Il punto centrale del suo ragionamento è che non basta un consenso numerico ampio per riformare il sistema: serve una convergenza concreta tra interessi, programmi e responsabilità condivise. In questo senso, il flop dell’Italia contro la Bosnia deve trasformarsi, secondo il ministro, in uno stimolo per affrontare finalmente i problemi strutturali del movimento.

FIGC, elezioni o commissariamento: per Abodi conta il risultato

Sul tema delle prossime scelte federali, Abodi ha spiegato di voler ascoltare tutte le componenti, non solo sui nomi ma soprattutto sui contenuti. La sua linea è pragmatica: sia il percorso elettorale sia un eventuale commissariamento possono essere strumenti validi, purché portino a una riforma capace di restituire competitività al calcio italiano. Il ministro ha quindi lasciato intendere che la priorità non è tanto la formula, quanto l’efficacia delle decisioni che verranno prese nelle prossime settimane.

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FIGC, la replica di Abodi a Gravina

Nel suo intervento, il ministro ha risposto anche alle accuse mosse da Gabriele Gravina nei confronti della politica. Abodi ha osservato che, quando qualcosa non funziona, la politica finisce spesso per essere il bersaglio più immediato. La sua posizione, però, è diversa: anziché alimentare lo scontro, ritiene necessario rimettere tutte le parti attorno a un tavolo per trovare soluzioni comuni, soprattutto su problemi che, a suo giudizio, erano già noti da anni ma non sono stati affrontati in modo efficace nonostante l’ampio consenso di cui godeva la precedente gestione.

ELEZIONI FIGC – «Siamo in un sistema, e se gli interessi individuali non trovano sintonia in quelli complessivi l’esperienza dolorosa contro la Bosnia rischia di non avere senso. Le cose non sono state fatte, con il 98.7% dei voti, a dimostrazione che non è la quantità di consenso che determina il tutto, ma la qualità della collaborazione tra le componenti. Mi sono messo in ascolto anche di quello che diranno le altre componenti, non soltanto in termini di designazione delle persone ma di definizione dei programmi e della loro compatibilità: perché ognuno ha un buon programma, peccato che siamo in un sistema e se gli interessi individuali non trovano sintonia in quelli complessivi le cose che devono succedere non succedono e l’esperienza dolorosa contro la Bosnia rischia di non avere neanche un senso».

IPOTESI COMMISSARIAMENTO? – «Quello o anche le elezioni sono uno strumento per raggiungere gli obiettivi che sono quelli di una riforma che consenta di recuperare competitività, a me qualsiasi strumento va bene basta che si confermi l’obiettivo».

GRAVINA – «Ho imparato che la politica è sempre un riferimento da questo punto di vista: quando qualcosa non funziona è sempre colpa della politica. Io non me la sono mai presa con nessun altro. Credo che le soluzioni, quando si vogliono prendere per il bene comune, vadano prese sedendosi attorno a un tavolo con tutte le componenti per trovare quelle decisioni che non sono state prese in questi anni, nonostante l’ampio consenso».

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