Alberto Aquilani, allenatore del Sassuolo, ha rilasciato queste dichiarazioni in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Roma
Vigilia ad altissima tensione in casa Sassuolo, atteso dalla delicata trasferta dello stadio Olimpico contro la Roma in programma sabato 7 novembre alle 20:45. Il momento per la compagine emiliana è oltremodo critico: con un solo punto conquistato nelle ultime sei giornate, quattro sconfitte consecutive e ben 16 gol subiti nelle ultime quattro uscite, la tenuta difensiva ha acceso un forte dibattito attorno ad Alberto Aquilani. Sebbene la dirigenza abbia rinnovato la fiducia al proprio allenatore, il campo richiede una sterzata immediata per allontanare la crisi.
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L’analisi del momento critico e il ritorno all’Olimpico
Intervenuto in conferenza stampa dal Mapei Football Center, il tecnico neroverde ha analizzato con lucidità le ragioni del periodo no: «Quando ci sono questi momenti così turbolenti, particolari, brutti, i motivi devono essere per forza una serie. Questo è un gioco di squadra, di episodi, di dinamiche, e i motivi possono essere tanti: tattici e lì ci si lavora, mentale, individuali del giocatori». Per l’allenatore serve aumentare la percezione del pericolo dopo le disattenzioni costate care, come quella nel primo tempo con la Fiorentina.
La trasferta romana rappresenta per lui un incrocio inevitabilmente speciale: «Da allenatore è la prima volta che entro in quello stadio e questo non me lo toglie nessuno. Devo mettere da parte le emozioni perché una volta che scendiamo in campo non c’è spazio per quello».
Ipotesi difesa a tre e le assenze pesanti
Alla luce delle troppe reti incassate, resta aperta l’opzione di un cambio di modulo: «La difesa a 3 è un’opzione, ho una rosa che non è stata costruita a difendere a 3 perché ci sono degli esterni molto bravi, che ci sono dei giocatori offensivi che non riescono a fare quel lavoro e l’ingranaggio non è facile cambiarlo da un giorno all’altro. La difesa a 3 ha bisogno di lavoro, non c’è la bacchetta magica, e in questo momento non abbiamo questo tempo ma è una cosa che conosco bene, l’ho fatta l’altro anno, ma può essere una soluzione».
Sul fronte delle scelte, Aquilani deve rinunciare a due pedine di assoluto rilievo: sia Cristian Volpato sia Domenico Berardi non saranno della partita, riducendo le alternative sul fronte offensivo.
Il rapporto con la società e l’appello all’orgoglio
Nonostante le prime voci legate a un possibile esonero, il tecnico sente la vicinanza dell’ambiente: «La società mi è stata vicina, come avviene dal primo giorno. guardiamo avanti, sapendo che domani sarà una partita complicata ma bisogna andare e fare il meglio».
Per uscire dal tunnel, infine, servirà una prova di carattere: «Non c’è altro modo che reagire. Dobbiamo reagire, stare dentro la partita. Bisogna fare le cose serie, dobbiamo correre un po’ più degli avversari perché probabilmente anche questo ci sta mancando, vincere dei contrasti, andare sulle seconde palle, questo mi aspetto, sapendo che il 100% potrebbe non bastare ma noi dal 100% in su dobbiamo farlo perché abbiamo una dignità».