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Calcio italiano

Boban: «Nel calcio ci sono tanti irresponsabili. Superlega? Una vergogna»

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Boban parla sia della Superlega che della crisi economica del calcio

Al Festival dello Sport è intervenuto Zvonimir Boban, Head of football della Uefa. Ecco le sue parole.

CRISI – «Una parola sulla crisi dopo la pandemia. Nei momenti eccezionali, servono capacità eccezionali. I capi delle Leghe e dei club conoscono le difficoltà. Sono stati fatti tanti incontri importanti. In Spagna Tebas ha trovato un fondo che per tanti anni finanzierà al Liga, in Italia l’investimento è stato fatto sul domani. La pandemia è solo un problema del mondo calcistico-economico. C’è tanta irresponsabilità che andava fermata prima».

SUPERLEGA – «È un tentativo vergognoso di cancellare 140 anni del calcio per i meri interessi dei pochi. Si sono dimenticati che se sono diventati grandi, lo hanno fatto grazie alle leghe e alle piccole squadre. Credo che la reazione popolare abbia detto tutto. Il calcio non è mio o tuo, ma è di tutti quello che lo amano. Non è neanche della FIFA o dell’UEFA. Si sono scordati di tanti valori, hanno pensato solo al business. La gente ha detto no, poi le istituzioni hanno reagito bene e anche i media. Abbiamo fermato così un vergognoso tentativo di cancellare il nostro amore».

MONDIALE BIENNALE – «La Nations League non ha essenza calcistica, però l’UEFA è stata obbligata a fare qualcosa per le Nazionali per investire nel calcio federativo. Non ha rotto i calendari. È andata meglio di come pensassi questa competizione. Non ha aggiunto nuove partite e non ha intasato i calendari. Per quanto riguardi Mondiali ogni due anni, ogni persona che rispetta e ama il calcio non può accettare questa proposta. Così si cancellerebbe nuovamente la storia del calcio. Il Mondiale è la competizione più bella. Il calcio non va sconvolto unilateralmente senza coinvolgere gli altri. Non si sa cosa voglia dire giocare sei partite di fila della qualificazione. Pure il portiere sarebbe morto, pur correndo di meno. I club vorrebbero stringere le finestre della sosta per le Nazionali, ma non capiscono che il problema non sono i viaggi, ma le partite ravvicinate. Questa è un’idea anti-calcio e pazza. La dobbiamo combattere, perché farebbe male a tutti»