2013
Borussia, se l?intruso è come il Chelsea
Champions League, un anno fa le quattro grandi rispondevano ai nomi di Barcellona, Real Madrid, Bayern Monaco e Chelsea, con le prime tre a totalizzare i favori dei pronostici e gli inglesi a giocare il ruolo di intruso. La storia però si espresse in altro modo: Blues campioni d’Europa con le due spagnole ad immaginare una finale svanita addirittura con le clamorose eliminazioni nelle semifinali.
LA STORIA SI RIPETE – Non l’epilogo finale, o meglio non ancora, ma le tre grandi d’Europa si confermano nelle semifinali dell’attuale edizione della massima competizione europea per club: il Barcellona se la vedrà con il Bayern Monaco in un confronto di stili tra superpotenze del calcio mondiale. I catalani inseguiranno la quarta finale negli ultimi otto anni con la solita impronta oramai consolidata di possesso palla, pressing alto ed accelerazioni affidate a velocità ed estro di Leo Messi: identità che oramai prescinde dalla guida tecnica – basti pensare alle difficili vicende che hanno interessato l’attuale allenatore Tito Vilanova senza che il Barcellona subisse in termini di stile di gioco – e che, a causa di una riconoscibilità maggiore per gli avversari, ha sempre più bisogno dei colpi della stella argentina. Il Bayern appare oggi come una macchina perfetta, difficilmente scalfibile: al di là dei demeriti della Juventus, la doppia sfida dei quarti di finale ha certificato il collaudo di un organismo che ha saputo minimizzare i propri punti deboli – essenzialmente la scarsa velocità dei centrali difensivi – esaltando invece la finalizzazione delle sue trame offensive.
BORUSSIA INTRUSO – Il quarto incomodo. Come il Chelsea un anno fa? Questo lo dirà la storia e il pronostico prevede un tasso di difficoltà tanto elevato da lasciare il tempo che trova. La certezza è quella che, nonostante l’eccellente valore di organico e guida tecnica del Real Madrid, il Borussia può giocarsi le sue carte: innanzitutto il suo recente e brillante palmares, che all’attivo conta i due ultimi titoli nazionali e la Coppa di Germania conquistata nella doppietta della scorsa stagione, tale da non risentire di un difetto di personalità da tanti ipotizzato. L’altra carta a disposizione è la qualità del gioco: il club di Jurgen Klopp ha sviluppato negli ultimi tre anni un calcio veloce, dinamico e prolifico, talmente sviluppato sotto il profilo tattico da mandare letteralmente in crisi gli equilibri proprio del Real Madrid di Mourinho, prossimo avversario nelle semifinali dell’attuale Champions League. Non è opinabile che una sfida ad eliminazione diretta è altra cosa rispetto a partite del girone eliminatorio, ma i tedeschi – oltre a vincere 2-1 al Westfalen Stadion e pareggiare 2-2 al Bernabeu – dominarono letteralmente sul piano delle prestazioni per centottanta minuti, testimoniando definitivamente la fattura del lavoro pluriennale.
PUNTI DI FORZA E DEBOLEZZA – La base è un gruppo mediamente di alto livello e bassa età, qualità complessiva decisamente innalzata dal lavoro di valorizzazione effettuato da un tecnico emergente quale Jurgen Klopp: la crescita di giocatori quali Hummels, Gotze e Lewandowski – soltanto per citarne tre tra i più rappresentativi – è sotto gli occhi degli addetti ai lavori, al pari della lucidità nella scelta delle spese. Troppo evidente in tal senso l’errore di gioventù nel lasciarsi scappare un talento del calibro di Marco Reus, sono serviti circa venti milioni per riportarlo dal Borussia Moenchengladbach alla casa natia, personale e calcistica: il fuoriclasse di Dortmund è oggi la stella della squadra, la pedina in grado di esaltare il lavoro del collettivo. L’eventuale punto debole riguarda i limiti della tenuta difensiva, manifestati sia nella sfida di andata degli ottavi di finale a Donetsk, di ritorno dei quarti di finale contro il Malaga che a tratti in un campionato il cui enorme distacco in termini di punteggio dal Bayern è dovuto essenzialmente allo scarto delle reti subite: 13 il Bayern, 35 il Borussia dopo ventinove giornate. Dopo la rocambolesca qualificazione conseguita ai danni del Malaga, gli uomini di Klopp sono determinati a non giocare il ruolo della vittima sacrificale: bando ai facili pronostici, del resto il rischio è quello di essere drasticamente smentiti. Proprio come un anno fa.