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Bosnia Italia, l’analisi completa sul prossimo avversario degli azzurri in finale playoff: non solo Dzeko! Il focus

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Bosnia Italia, analisi completa dell’avversaria degli Azzurri in finale playoff: non c’è solo Dzeko. Tutti i dettagli

La notte di Cardiff ha decretato l’avversaria dell’Italia nella finale playoff mondiale: sarà la Bosnia‑Erzegovina. La Nazionale di Sergej Barbarez ha superato il Galles ai rigori (4-2) dopo l’1-1 maturato nei 120 minuti, trascinata ancora una volta da Edin Dzeko, autore del gol del pareggio nel finale. Accanto al carisma del “Cigno di Sarajevo” si è vista anche la freschezza della nuova generazione: il rigore decisivo è stato trasformato dal diciottenne Alajbegović, simbolo di un movimento che sta cambiando volto.

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Guardando il ranking FIFA, l’Italia affronterà sulla carta la squadra meno quotata del percorso: la Bosnia è 71ª al mondo, molto distante dal Galles (35°). Un dato che però racconta solo metà della storia, perché la selezione balcanica unisce esperienza e talento emergente, rendendola un avversario tutt’altro che semplice. Il leader tecnico resta Dzeko, che continua a segnare anche con lo Schalke 04 in seconda divisione tedesca. Tra i veterani spiccano anche Kolasinac dell’Atalanta e Demirovic, uno degli attaccanti più prolifici della Bundesliga.

Attorno ai senatori ruota un gruppo di giovani molto interessanti. In difesa emergono Muharemovic, oggi al Sassuolo, e Dedic, terzino del Benfica classe 2002. A centrocampo c’è Benjamin Tahirovic, ex Roma e Ajax, ora in Danimarca. Sulle fasce brilla il 2005 Bajraktarevic, esterno del PSV dotato di grande abilità nel dribbling. Il talento più luminoso è però Alajbegović: ala sinistra del 2006, cresciuto nel Bayer Leverkusen e oggi al Salisburgo, dove ha già collezionato presenze in Champions ed Europa League. In panchina siede Barbarez, leggenda del calcio bosniaco e primatista di presenze straniere in Bundesliga: dal suo arrivo nel 2024 ha raccolto 7 vittorie, 4 pareggi e 8 sconfitte.

Sul piano tattico, la Bosnia si affida stabilmente alla difesa a quattro, alternando 4-4-2 e 4-2-3-1. La squadra punta sull’equilibrio e sulla fisicità, con imprevedibilità garantita dagli esterni e ricerca costante delle punte in area. Soffre la velocità degli avversari, ma resta competitiva nei momenti chiave: non perde da settembre, quando fu battuta dall’Austria. I precedenti storici sorridono all’Italia, avanti con 4 vittorie e 2 pareggi; l’unico successo bosniaco risale al 1996. L’ultimo incrocio ufficiale a Zenica, nel 2020, vide gli Azzurri imporsi 2-0. Proprio il Bilino Polje, stadio da 15.000 posti, sarà il teatro della finale: un impianto caldo e tradizionalmente ostico, pur senza l’effetto bolgia di Cardiff.

Esperienza, giovani di talento, vecchie conoscenze della Serie A e una buona dose di imprevedibilità: la Bosnia arriva alla sfida con un mix che l’Italia dovrà saper leggere e neutralizzare. In palio c’è un posto al Mondiale, obiettivo che gli Azzurri inseguono da dodici anni e due edizioni. Una partita da vincere, senza alternative.

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