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Bosnia Italia, la moviola dei giornali: «Indiscutibile l’espulsione di Bastoni ma Muharemovic era da rosso!». Bocciati Turpin e VAR
Bosnia Italia, la moviola dei giornali riguardante l’operato di Turpin e del VAR nella finale playoff dei Mondiali 2026
Il sogno iridato degli Azzurri si infrange nel modo più amaro e drammatico possibile. L’Italia eliminata in finale playoff Mondiali dalla Bosnia ai rigori rappresenta una vera e propria disfatta sportiva che lascerà a lungo il segno. Al centro delle feroci polemiche del post-partita, oltre alla prestazione della squadra, c’è l’operato del fischietto francese Clément Turpin. L’analisi e questo il giudizio dell’arbitro del Corriere dello Sport sono impietosi e accendono i riflettori su una gestione dei cartellini e degli episodi chiave ricca di gravi ombre.
Turpin bocciato: voto 5. Il rosso a Bastoni e i dubbi disciplinari
Il quotidiano sportivo assegna un severo Turpin: 5. L’episodio che ha indirizzato irrimediabilmente il match arriva nella prima frazione di gioco: è, infatti, indiscutibile l’espulsione che Turpin mostra, senza esitazioni, a Bastoni al 41′ del primo tempo. Il fallo commesso dal difensore dell’Italia nega a Memic un’evidente opportunità di segnare una rete. L’attaccante bosniaco, essendo in chiaro possesso del pallone e diretto verso la porta senza altri difendenti azzurri tra lui e Donnarumma, fa sì che i criteri per il DOGSO sono rispettati tutti.
La gestione disciplinare, tuttavia, ha penalizzato gli Azzurri in altre occasioni. Già alla fine dei tempi regolamentari, infatti, mancava un giallo per l’imprudenza di Katic su Pio Esposito (il difensore verrà poi ammonito al 9′ del secondo tempo supplementare). Nel primo supplementare, inoltre, l’Italia ha reclamato per la mancata espulsione di Muharemovic per il fallo su Palestra, lanciato a rete. L’arbitro ha valutato che l’azzurro non fosse più in pieno possesso del pallone e il VAR non lo ha richiamato.
Il gol della Bosnia: tutti i dubbi e le proteste azzurre
La rete del pari balcanico è un concentrato di tensioni. Viene ammonito, invece, Donnarumma per proteste, reo di aver lamentato un tocco di braccio di Dzeko in occasione del gol del pareggio. La regola parla chiaro: se avesse segnato direttamente lui sarebbe stato annullato con overrule, ma essendo un tocco propedeutico, così era da valutare la punibilità che non c’era. Restano, però, dubbi sul contrasto con Mancini che ha viziato l’azione.
Un altro grande episodio controverso si verifica nel finale, con dubbi anche sul tocco di braccio, anche se in appoggio sul terreno di gioco, di Muharemovic sul tiro di Barella nel secondo tempo supplementare.
La cabina VAR: insufficienza anche per Brisard
Anche la sala video finisce sul banco degli imputati: VAR: Brisard 5. Il connazionale di Turpin non ha motivo per intervenire in occasione dell’espulsione di Bastoni, valutando correttamente la decisione di campo. Il problema principale, secondo la moviola, è che il VAR tace anche nelle altre situazioni, lasciando correre sugli episodi dubbi che hanno condannato l’Italia alla mancata qualificazione.