Brozovic, Nainggolan e Perisic sono sul mercato ma il telefono dell’Inter non squilla

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L’Inter ha il mercato bloccato: Brozovic Nainggolan e Perisic sono in uscita ma nessuno di questi ha ricevuto offerte

La Gazzetta dello Sport dedica ampio spazio al mercato bloccato dell’Inter. Per finanziare i nuovi acquisti servono le cessioni e sulla lista dei partenti ci sono finiti Radja Nainggolan, Marcelo Brozovic e Ivan Perisic.

Il contratto di Marcelo Brozovic prevede una clausola di rescissione da 60 milioni. Oggi l’Inter ascolterebbe offerte sensibilmente più basse di quei 60: quaranta era considerato un buon punto di caduta prima del Covid, oggi è probabile che si sia scesi di un’altra decina. Il problema per ora non si pone, perché nessuno ha bussato con vera convinzione. Conte aveva deciso di passare oltre per i limiti tattici del croato (ha bisogno di due mezzali a fianco, fatica con un trequartista davanti), per la scarsa propensione alla concorrenza quando non ha posto fisso e per gli ormai noti comportamenti extra campo. C’è poi l’impressione che Brozo abbia raggiunto i suoi limiti di prestazione e non possa garantire un ulteriore passo in avanti che servirebbe alla squadra. Per questo si era deciso di cambiare strada (Kanté). Ma occhio: se non parte, e non arriva un sostituto, si ripassa da lui.

La rinuncia definitiva da Monaco è arrivata dopo schermaglie sul prezzo: si è partiti da un riscatto fissato a 20 milioni. Ma chiusasi quella porta, non si è spalancato nulla: Perisic ha 31 anni, età in cui non può essere considerato a fine carriera. Nei momenti “buoni” sa ancora essere decisivo ai più alti livelli, ma la costanza non è specialità della casa, né all’interno della stessa gara, tantomeno lungo una stagione. Nelle giornate-no può essere molto “negativo” e paga anche una poca adattabilità come ruolo: chi non gioca con un tridente offensivo non sa dove metterlo.

Molto più eclettico è il Ninja, i cui limiti sono però di affidabilità: Nainggolan è giocatore che ha nell’esuberanza fisica una delle sue armi più decisive, ma nelle ultime stagioni sul fronte della forma ci sono poche garanzie. Soprattutto nel medio-lungo periodo. L’anno scorso col Cagliari partì bene, per poi eclissarsi. I sardi se lo terrebbero volentieri, ma stipendio e, in parte, valutazione sono da big europea, in questi tempi. E Radja, lontano dalla nazionale da tempo, con una carriera tutta italiana e a lungo in provincia, non ha troppi estimatori nei circoli dei ricchi.