A Torino tornano a seguire il numero uno dell’Atalanta, valutato 50 milioni: contratto in scadenza 2028 senza segnali di rinnovo
La Juventus prende appunti per il futuro. Non che ce ne fosse bisogno, considerando che da diverse stagioni Marco Carnesecchi rappresenta uno dei migliori interpreti del ruolo in Serie A. A 26 anni compiuti, il numero uno dell’Atalanta, avversaria bianconera nel match di oggi, è ormai da tempo nel mirino dei grandi club, bianconeri compresi, nessuno dei quali ha però formalizzato un’offerta all’appello del direttore sportivo della Dea Cristiano Giuntoli, disposto ad aprire alla cessione davanti a una proposta da 50 milioni di euro.
Il nodo rinnovo
Carnesecchi resta un punto di riferimento della formazione allenata da Maurizio Sarri, cresciuto nel settore giovanile nerazzurro e legato al club sotto il profilo emotivo oltre che contrattuale. L’accordo attuale scade nell’estate 2028 e, secondo Tuttosport, al momento non si registrano segnali concreti su un possibile prolungamento. Una condizione che potrebbe spingere le squadre interessate a tentare l’assalto tra qualche mese, sperando in uno sconto: operazione tutt’altro che semplice con la famiglia Percassi, sempre abile a valorizzare al massimo i propri gioielli.
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La strategia bianconera
Come ricorda Tuttosport, Carnesecchi è da tempo seguito con attenzione dalla Juventus, che in estate ha provato a regalare a Luciano Spalletti un portiere di affidabilità e carisma. Giudicate troppo onerose le richieste di Aston Villa ed Emiliano Martínez, la dirigenza si è orientata prima su Guglielmo Vicario, arrivato dal Tottenham in prestito con diritto di riscatto a 8 milioni, e poi su Kamil Grabara. Il grave infortunio al ginocchio del portiere polacco costringe ora l’amministratore delegato e direttore generale Giovanni Carnevali a valutare soluzioni tra gli svincolati o ancora meglio interne (vedi Radu in Next Gen)
La concorrenza per il classe 2000
Per arrivare a Carnesecchi servono soldi e Champions League. Occhio anche all’Inter, squadra per cui il portiere tifava da bambino, e ai club di Premier League, storicamente pronti ad accontentare le richieste economiche dell’Atalanta.