Cavani, il più forte di tutti che va sempre di corsa - Calcio News 24
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2013

Cavani, il più forte di tutti che va sempre di corsa

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Un tocco di giustezza con il piatto destro, scattando sul filo del fuorigioco; un calcio di rigore battuto, una volta tanto, con la giusta precisione e forza; un tocco sottomisura in estirada per chiudere la partita. Con questi tre marchi di fabbrica, ormai consolidati nella sua magica esperienza all’ombra del Vesuvio, Edinson Cavani ha superato il suo primo record importante da bomber di razza, quale sta diventando in questi anni: quello dei 100 gol in gare ufficiali con una sola maglia, arrivando anche a quota 101 con la rete dell’hattrick contro l’Inter. E per la prima volta nella sua carriera, il Matador ha superato anche una quota, che sembrava assumere le sembianze di un incubo per lui: quella delle 33 reti stagionali, raggiunta e mai superata in ciascuna delle due prime stagioni da numero 7 del Napoli, ma finalmente scavalcata proprio nella stupenda serata del ‘San Paolo’ contro i nerazzurri.

Un attaccante straordinario, che per certi versi potrebbe anche essere considerato il migliore nel suo ruolo, a dispetto di chi potrebbe ancora propendere per altri interpreti della difficile ma redditizia mansione del centravanti; e il suo sensibile vantaggio, nei confronti di un Falcao piuttosto che di un Torres, è il fatto di avere aspetti sempre nuovi e migliorabili, partita dopo partita e settimana dopo settimana. Un attaccante che realizza oltre trenta reti a stagione, ma che al tempo stesso corre avanti e indietro come la bacchetta di un metronomo, è senz’altro unico nel suo genere. Qualcuno potrebbe pensare “pensa quanti gol farebbe in più, se corresse un po’ di meno”. Ecco dove sta l’errore: “se corresse un po’ di meno”, Cavani non sarebbe più Cavani. Sarebbe uno dei tanti, una punta che “si accontenta” di fare la punta e di fare la sua razione di gol, senza preoccuparsi di quanto sarebbero costretti a sgobbare i suoi compagni di squadra per metterlo in condizione di segnare.

Un giocatore capace di rendersi speciale, agli occhi di chi deve giudicarlo e a quelli di chi lo incoraggia dagli spalti ed esulta per le sue giocate, e che molto presto potrebbe rendere felice un’altra tifoseria, dalle parti degli Eastlands, piuttosto che all’ombra della Tour Eiffel o nella città del museo Prado, ma che intanto è goduto dalla gente di Napoli. Un popolo bisognoso di trovare un nuovo idolo dopo gli anni di egemonia maradoniana e il seguito funesto, ma che a breve potrebbe veder volare via il proprio beniamino verso altri lidi. Più che volare, sarebbe più corretto dire correre.