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Calcio italiano

Conte tra Napoli, Nazionale e VAR: «Da questo Mondiale bisogna imparare. Io ct dell’Italia? Non sono stato contattato»

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Antonio Conte, ex allenatore del Napoli

Conte a DAZN dopo la finale del Mondiale tra Spagna e Argentina: le sue parole tra futuro, Nazionale, VAR e il rimpianto Lautaro

Antonio Conte è tornato a parlare negli studi di DAZN durante la serata della finale del Mondiale tra Spagna e Argentina. L’ex allenatore del Napoli, accostato anche alla panchina della Nazionale, ha affrontato diversi temi: dal suo futuro personale all’esperienza azzurra, passando per il lavoro di Massimiliano Allegri, il tema arbitrale, il mancato impiego di Lautaro Martinez e il percorso della Spagna di Luis De La Fuente.

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Alla domanda di Diletta Leotta su quanto gli mancherà allenare, Conte ha spiegato di vivere questa fase con serenità, consapevole della scelta fatta dopo l’addio al Napoli.

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FUTURO – «Non lo so quanto resisterò. Ma sono molto sereno, so di aver preso la decisione che sentivo di prendere. Sono molto sereno, poi vedremo il futuro cosa riserva ma senza particolari assilli».

Conte Napoli, il messaggio per Allegri

Al posto di Conte sulla panchina del Napoli è arrivato Massimiliano Allegri, che aveva parlato della fortuna di ereditare per la seconda volta, dopo la Juventus, una squadra allenata dal tecnico salentino. Conte ha risposto con parole di stima, ma ha anche spiegato il peso delle decisioni prese in carriera.

NAPOLI – «Belle parole. Spero vada tutto bene per Max e per il Napoli soprattutto. È stata un’esperienza bellissima, la porto dentro al mio cuore. Ma come ho sempre detto non si può ragionare con il cuore e le decisioni si prendono con la testa e si deve ragionare bene sul futuro su cosa è meglio mettendo i sentimenti da parte».

Conte Nazionale, il pensiero sul nuovo corso

Prima della finale Mondiale, Conte aveva parlato anche della possibile panchina della Nazionale, ribadendo di non essere stato contattato e sottolineando l’importanza di una scelta condivisa nella nuova struttura guidata da Giovanni Malagò e Paolo Maldini.

NAZIONALE – «Nazionale? Sono già stato Ct ed è stata sicuramente una bellissima esperienza. Se sono stato contattato? No. Penso siano state messe persone di valore a capo della struttura. Malagò lo conosciamo tutti, una figura di spessore. Paolo Maldini non poteva rimanere fuori dal calcio, per me è stato il difensore più forte italiano ma anche da dirigente ha fatto molto bene. Quello che posso dire è che la cosa più importante è che ci sia condivisione nella scelta, che si sposi questa scelta senza se e senza ma. È la prerogativa per costruire qualcosa di più importante».

Conte VAR, il confronto tra Mondiale e Serie A

Uno dei passaggi più forti ha riguardato il tema arbitrale. Conte ha evidenziato la differenza tra l’utilizzo del VAR al Mondiale e quello visto abitualmente in Italia, prendendo come esempio anche l’annullamento del gol di Ferran Torres nella finale.

VAR – «È stato lampante. Al Mondiale il VAR ha funzionato senza problemi e chiedevo a Marelli (esperto arbitrale di DAZN che il tecnico ha incontrato negli studi durante la sua partecipazione al tavolo dei commenti per la finale della Coppa del Mondo.ndr) perché in Italia non è così».

ARBITRAGGI – «Chiedevo perché in Italia diventa veramente difficile, bisogna fermarsi ad ogni situazione uno-due minuti. Al Mondiale hanno preso decisioni velocissime e spero che da questo Mondiale il campionato possa prendere qualcosa di positivo. Inutile negarlo, non rimaniamo contenti di tante situazioni che accadono. Di come si impiega il VAR, dalle interpretazioni che vengono date. Questo torneo ha dato l’esempio, la tecnologia aiuta, deve essere usata in maniera corretta e veloce e tutti siamo più tranquilli. Gli arbitri del Mondiale sono stati bravissimi. Anche l’annullamento del gol di Torres è arrivato in pochi secondi. In Italia avremmo aspettato minuti e comunque ci sarebbero stati problemi. Invece il gol è stato annullato in pochi secondi».

Conte su Lautaro Martinez e la finale dell’Argentina

Conte ha poi analizzato la finale persa dall’Argentina contro la Spagna, soffermandosi in particolare sul mancato utilizzo di Lautaro Martinez. Secondo l’ex tecnico, l’attaccante dell’Inter avrebbe potuto essere molto utile nei supplementari, ma gli episodi hanno complicato i piani di Lionel Scaloni.

LAUTARO – «Lautaro Martinez sarebbe servito. Sicuramente l’espulsione rimediata da Fernandez nel finale del secondo tempo ha complicato i piani di Scaloni. Nella mia idea avrebbe voluto far giocare Lautaro nei supplementari. Ma poi c’è stato un infortunio e si è giocato l’ultimo cambio. Dispiace perché Lautaro era in ottime condizioni psico-fisiche e poteva dare una mano».

ARGENTINA – «Diciamo che non è stata neanche fortunata l’Argentina perché ha avuto due infortuni importanti, quello di Martinez e quello di Romero e sono un po’ andati all’aria i piani del CT. In ogni caso l’Argentina è stato un po’ troppo remissiva. Non c’è motivo di rimanere in dieci, vai sotto e crei due occasioni lì quando prima non hai tirato in porta prima».

Conte esalta la Spagna di De La Fuente

Infine, Conte ha analizzato il lavoro di De La Fuente, mettendo in evidenza il percorso costruito dalla Spagna attraverso le giovanili e una struttura tecnica riconoscibile. Un modello che, secondo il tecnico, può garantire continuità anche nei prossimi anni.

SPAGNA – «De La Fuente è arrivato a fare il CT della Nazionale per gradi, parte dalle giovanili. Scaloni non ha un percorso particolare: è il secondo di Sampaoli e viene promosso in prima squadra. L’allenatore di una Nazionale deve avere dei requisiti: non hai tanto tempo per allenare, devi sintetizzare in pochissimo tempo le tue idee e devi essere capace di trasmetterle. La Spagna è avvantaggiata perché ha una cantera, una filiera, giocano tutti sotto una determinata struttura e oggi ha giocatori bravi. Deve preoccupare che sono giocatori bravi e giovani. Tranne Rodri sono tutti giocatori che ci ritroveremo a lungo contro. Le altre Nazionali si devono preoccupare perché la Spagna ha un percorso davanti».

Le parole di Conte fotografano una finale Mondiale letta da tecnico: attenzione ai dettagli, gestione dei cambi, peso degli episodi, ruolo della tecnologia e prospettive future. Con un messaggio chiaro anche per il calcio italiano: dal Mondiale si può e si deve imparare.

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