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Parma, il paradosso Cuesta: salvezza in tasca, ma la panchina trema. Spuntano due nomi nuovi

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Il tecnico spagnolo ha centrato l’obiettivo con 4 turni d’anticipo, ma il gioco troppo difensivista frena la dirigenza. Krause e Cherubini riflettono: Abate e Aquilani le prime alternative

A Parma sono giorni di calde riflessioni. Carlos Cuesta, trentenne al debutto assoluto come primo allenatore in Serie A dopo una carriera da assistente, ha compiuto la missione sportiva: salvezza raggiunta con quattro giornate d’anticipo. Un’impresa per nulla scontata, soprattutto dopo le pesanti cessioni estive di big come Leoni, Sohm, Bonny, Man e Mihaila. Lo spagnolo è forte di un contratto fino al 2027, eppure la sua conferma alla guida degli emiliani resta in bilico.

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Il limite del “catenaccio” e i malumori della piazza

Nelle stanze del potere gialloblù si cerca di analizzare la situazione con lucidità, mettendo da parte l’euforia del traguardo raggiunto. Cuesta ha dimostrato un pragmatismo eccezionale e ha forgiato un gruppo granitico, ma a mancare totalmente è stato lo spettacolo. Il Parma ha proposto un calcio estremamente rinunciatario: con appena 27 gol fatti, vanta il terzo peggior attacco del campionato (peggio hanno fatto solo Verona e Pisa a quota 25). Il pubblico del Tardini, storicamente dal palato fine come quello del Teatro Regio, ringrazia per la permanenza in massima serie ma è stanco del “catenaccio”, tanto che in città è persino nato un comitato spontaneo per chiedere l’esonero dello spagnolo.

Il vertice societario e le mosse di mercato

Il presidente Kyle Krause, l’amministratore delegato Federico Cherubini e il direttore sportivo Alessandro Pettinà si interrogano: è possibile far evolvere questo gruppo verso un gioco più offensivo? Il vertice decisivo andrà in scena subito dopo l’ultima ininfluente gara interna contro il Sassuolo. La regola base della proprietà è rigida: prima viene il club, poi l’allenatore. L’impressione è che Krause non farà le barricate per trattenere Cuesta. I possibili eredi in panchina sono due:

  • Ignazio Abate (39 anni): profilo giovane e in rampa di lancio, ha guidato in questa stagione la Juve Stabia fino ai playoff di Serie B.
  • Alberto Aquilani (41 anni): attuale tecnico del Catanzaro in cadetteria, legato ai calabresi da un contratto fino al 30 giugno 2027. Promuove un calcio propositivo.

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