L’ex centrocampista rossonero analizza il momento del Milan dopo il successo contro il Salisburgo: promossi Cisse e la crescita della squadra, ma le aspettative restano altissime e i risultati devono migliorare
Massimo Donati, ex centrocampista del Milan, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Milannews24 per analizzare il momento della formazione rossonera. Diversi gli argomenti affrontati: dalla vittoria europea contro il Salisburgo alle prestazioni della squadra allenata da Ruben Amorim, passando per la crescita di Francesco Camarda, il rendimento dei nuovi acquisti e la separazione da Rafael Leao. Ecco le sue dichiarazioni.
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Il Milan ha ottenuto una vittoria importante contro il Salisburgo, con Cisse tra i protagonisti. Che giudizio dai sulla partita e sulla prestazione del giocatore?
«Alla fine la partita sono riusciti a metterla subito in discesa e quindi è normale che, quando riesci subito ad andare in vantaggio e a raddoppiare, le cose diventino anche più facili. È anche vero che bisogna rimanere sempre in controllo della partita. Quando succede così, ovviamente e giustamente, il giorno dopo si parla di un’ottima partita. Cisse ha già dimostrato di essere un’arma offensiva e anche così determinante dal punto di vista dei numeri, perché gli attaccanti devono segnare o fare assist. Alla fine diventa una partita perfetta. Sorprende, ma non più di tanto».
Dopo la sconfitta contro il Benfica e il pareggio con il Sassuolo, Amorim e la squadra sono stati molto criticati, nonostante il Milan abbia perso soltanto una partita. Come giudichi questo primo mese e mezzo di lavoro del tecnico? Le critiche sono eccessive?
«Dalle grandi squadre come il Milan ci si aspettano sempre grandi risultati. È anche vero che, quando si ha un allenatore nuovo, c’è bisogno di tempo. La squadra ha le proprie idee e riesce a fare dei risultati che, nonostante tutto, non sono stati così malvagi. Qual è la differenza? Tante partite che hanno pareggiato ormai spesso e volentieri vengono risolte da un episodio, da un calcio d’angolo, da una giocata, da una ripartenza, da una transizione offensiva. A volte è venuto a mancare questo tipo di giocata, ma se si vanno a vedere tutte le partite di oggi sono piccole cose che portano alla vittoria e rendono le prestazioni normali in grandi prestazioni. Guarda la grande prestazione che ha fatto la Roma con tre calci d’angolo: la prestazione è diventata sì buona, ma con un ma molto grosso e alla fine ha perso per quei tre calci d’angolo, non per come ha giocato. Tornando sul Milan, spesso e volentieri è mancata quella giocata, quella situazione che ha fatto sì di rendere la prestazione di volta in volta magari molto buona invece che una prestazione normale. A volte è messo anche in dubbio, è positivo, ma come ha detto Amorim è lui stesso che vuole questo. Dal Milan ci si aspetta che vinca spesso e volentieri e finora non è riuscito a farlo a pieno».